L’interminabile calvario di Pepito: ginocchio ancora KO per Giuseppe Rossi




Un calvario interminabile, una sfortuna infinita. Verrebbe da chiedersi come sarebbe stata la carriera calcistica di certi giocatori, se questi non avessero patito tutti i conclamati guai fisici. Purtroppo, uno di questi potenziali fenomeni, dotato di un talento cristallino ma anche di una sfiga senza precedenti, è italiano: e, chiaramente, risponde al nome di Giuseppe Rossi.

Giuseppe RossiCresciuto calcisticamente nel Manchester United, che lo ha anche lanciato nel calcio che conta, Giuseppe Rossi si è fatto valere fin da giovanissimo come uno dei prospetti più interessanti dell’intero panorama mondiale. Spesso indicato come uno dei possibili eredi dei grandi attaccanti azzurri degli anni ’90, e dunque come successore di fenomeni come Del Piero e Totti, in realtà Rossi non è mai riuscito ad esprimere appieno le proprie capacità.

Pepito, questo il soprannome affibbiatogli affettuosamente, in modo da ricordare anche un altro celebre Rossi del nostro calcio (Paolo, detto Pablito, campione del mondo in Spagna nel 1982 con la casacca azzurra), ha sempre sofferto a causa di un ginocchio fragilissimo, che gli ha arrecato parecchi dolori e dispiaceri. Il primo infortunio serio avvenne ai tempi del Villarreal, nel 2008, con la rottura del menisco esterno e lo stiramento del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. La prognosi non è particolarmente grave, e lo porta a stare lontano dei campi per poco meno di due mesi.

I veri problemi, sfortunatamente, arrivano più avanti: è il 26 ottobre del 2011, e Giuseppe Rossi, contro il Real Madrid, si procura la rottura del legamento crociato del ginocchio destro. La prognosi, inizialmente espressa in una preoccupante stima di sei mesi, si allunga a dismisura: nell’aprile del 2012, durante un allenamento svolto mentre è sulla via del recupero, il ginocchio cede nuovamente. L’ennesimo crack del legamento lo costringe ad un ulteriore stop, e ad ottobre dello stesso anno, quanto tutto pare finalmente finito, il legamento si sbriciola ancora: nuovo stop, altri sei mesi fuori, e il Villarreal nel frattempo retrocede nella seconda divisione spagnola.

La Fiorentina prova a credere nel suo recupero, a gennaio del 2013 decide di acquistarlo dal club iberico (nonostante i quasi due anni di inattività forzata) e a maggio, nell’ultima giornata di campionato, riesce anche ad esordire con la casacca viola. L’inizio della stagione 2013-2014 pare essere quella buona per la rinascita di Giuseppe Rossi, allorché, ancora ventiseienne, inizia l’annata splendidamente: mette a segno 14 gol in 18 presenze, tra cui una clamorosa tripletta alla Juventus, e sembra praticamente inarrestabile. Fino al 5 gennaio del 2014, allorché, nel corso della sfida contro il Livorno, il legamento cede nuovamente.

Pepito riesce giusto a tornare per le ultime due sfide della stagione, e all’inizio di quella successiva il tormentato ginocchio si rompe ancora una volta. Alcune complicazioni allungano la prognosi al punto da fargli perde l’intera annata, e il ritorno in campo avviene solo il 30 agosto del 2015. Nel frattempo, però, Rossi non è più titolare alla Fiorentina, e da qui partono i prestiti dapprima al Levante, e poi al Celta Vigo. Fino all’ennesimo infortunio, stavolta per assurdo avvenuto al legamento del ginocchio sinistro, avvenuto giusto un paio di giorni fa. E che lo porterà a un nuovo stop di almeno sei mesi. E adesso, a 30 anni ormai compiuti, recuperare diventa sempre più dura.




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