L’ennesimo dietrofront di Cassano: lascia Verona e il calcio

Antonio Cassano




Il ritiro sul ritiro del ritiro. Solo Antonio Cassano, sregolato ex talento barese, sarebbe riuscito in una simile impresa. Già, perché il calciatore classe ’82, che in carriera ha vestito, tra le altre, le maglie di Milan, Inter, Roma e Real Madrid, al termine di una settimana a dir poco assurda, ha deciso clamorosamente di dire addio al calcio giocato, a 35 anni da poco compiuti.

La cosa ha destato perplessità presso molti addetti ai lavori, specialmente a fronte di ciò che era accaduto alcuni giorni fa: allorché, neanche una settimana a seguito della firma del contratto con l’Hellas Verona, club pronto a costruirgli intorno una squadra capace di raggiungere una salvezza agevole, Cassano aveva annunciato la propria decisione di smettere, e quindi di rescindere il contratto.

Un allarme che, però, era rientrato soltanto alcune ore più tardi. Nel corso di una conferenza stampa organizzata appositamente, Cassano, insieme all’allenatore Pecchia e ad alcuni dirigenti, aveva fatto ufficialmente dietrofront, bollando la cosa come una decisione presa sul momento: “un attimo di debolezza”, così disse lo stesso Fantantonio ai microfoni. E così, la cosa pareva essersi chiusa lì, facendo dunque tirare un sospiro di sollievo ai tanti tifosi scaligeri in apprensione.

A distanza di qualche giorno, il nuovo, clamoroso dietrofront. Naturalmente, coronato da numerose indiscrezioni a dir poco incredibili, che hanno scosso l’intero ambiente per diverse ore. Il ritiro, stavolta vero, non soltanto dall’Hellas Verona, ma anche dal calcio giocato. Una decisione evidentemente presa per la troppa nostalgia di casa e della famiglia, come il calciatore ha poi confermato più tardi: smentendo, così, le voci circa un approdo clamoroso al Genoa, che invece era stato diffuso da alcuni organi di stampa.

La cosa, naturalmente, non ha mancato di suscitare grosse perplessità da parte di Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona, che dal canto suo ha preteso rispetto per la storia e per le ambizioni del club scaligero. Il triste epilogo, dunque, non soltanto su una vicenda assurda, ma anche su una carriera che avrebbe potuto regalarci molto di più. E che, invece, si è chiusa con molti rimpianti.




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