Italia a terra, ma con Israele si può ripartire

Italia




L’ Italia del calcio, a qualche giorno di distanza dalla tremenda sconfitta patita dalla corazzata rossa della Spagna, si rituffa nelle qualificazioni per i prossimi campionati mondiali di Russia 2018. E lo farà tra pochissime ore, nella delicata sfida contro Israele: un’occasione da non perdere per gli Azzurri, che contro un avversario sicuramente più modesto e alla portata devono assolutamente ripartire.

D’altro canto, per quanto Israele possa essere un avversario rispettabile, l’ Italia, dal canto suo, potrà usufruire di alcuni grandi vantaggi. Certo, mancheranno gli infortunati Chiellini e Spinazzola, insieme allo squalificato Bonucci. Ma, dall’altra parte del fronte, ci sarà un’assenza ancora più pesante: quella di Eran Zahavi, che oltre ad essere il capitano di Israele era anche il suo giocatore più talentuoso e più rappresentativo.

Effettivamente è una sorta di fortuna che l’ Italia, all’indomani del brutto tracollo di Madrid, si ritrovi ad affrontare un’altra rivale in uno dei suoi momenti peggiori. Israele, infatti, le cui speranze per una clamorosa qualificazione sono appese ancora a un filo, è reduce da una inaspettata batosta contro Macedonia, una delle due nazionali materasso del nostro gruppo insieme al Liechtenstein.

Una sconfitta a dir poco incredibile, sia perché i nostri prossimi avversari, sabato sera, giocavano in casa, sia perché fino a quel momento Macedonia aveva perso cinque gare su sei, con l’unica eccezione della vittoria realizzata proprio ai danni del Liechtenstein. Nondimeno, i fischi assordanti dei tifosi hanno causato una frattura con capitan Zahavi, che ha gettato al suolo la fascia da capitano ed è stato sospeso dalla sua federazione.

Inoltre, l’ Italia potrà godere del vantaggio di giocare in casa, allo stadio Mapei di Reggio Emilia. Un’occasione, insomma, praticamente irripetibile, e che bisognerà sfruttare nel migliore dei modi per non gettare alle ortiche tutto il lavoro fatto finora. Russia 2018 è ancora alla portata, ma non si può più sbagliare.




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