La Juventus piega il Milan e vince la Supercoppa

Juventus




In terra saudita, contestatissimo luogo prescelto per l’assegnazione della Supercoppa Italiana, è stata la Juventus, a conferma dei pronostici che la vedevano come assoluta favorita, a vincere e a portarsi a casa il primo trofeo stagionale. I bianconeri, al termine di una gara poco spettacolare, ma condotta con grande cinismo, sono riusciti a sconfiggere il Milan e, contestualmente, a riprendersi anche il record di Supercoppe vinte in solitaria (8 volte): finora, infatti, il primato era condiviso ex aequo proprio con la compagine rossonera.

Per l’occasione, Massimiliano Allegri ha schierato in campo il consueto 4-3-3, rinunciando però ai quattro infortunati di lusso: Barzagli, Benatia e Cuadrado, cui, qualche giorno fa, si era aggiunto anche il croato Mario Mandzukic. Il tecnico della Vecchia Signora, tuttavia, aveva nel frattempo recuperato il terzino portoghese Joao Cancelo, regolarmente schierato in una difesa completata da Bonucci, Chiellini ed Alex Sandro. Bentancur, Pjanic e Matuidi hanno occupato la linea di mediana, mentre in avanti, insieme a Dybala e a Cristiano Ronaldo, è stato Douglas Costa a guidare l’avanguardia.

Di contro, Gennaro Gattuso aveva una rosa praticamente incerottata, tanto che, alla lunga lista di infortunati, poche ore prima del fischio d’inizio delle ostilità, si è aggiunto anche Gonzalo Higuain. Il Pipita, grande ex di turno, oltre che uno degli uomini più attesi della serata, da diversi giorni a questa parte è al centro di un intrigo di mercato che lo vorrebbe presto alla corte del Chelsea di Maurizio Sarri. Ufficialmente, tuttavia, è stata una febbre a costringerlo a giocare solo negli ultimi minuti, senza tuttavia lasciare il segno.

Dopo un primo tempo abulico, la sfida dunque viene decisa nel secondo tempo, con diversi episodi: la traversa di Cutrone, la più grande occasione capitata al Milan, viene seguita dalla spizzata di testa di Cristiano Ronaldo, che, scattato sul filo del fuorigioco, batte Donnarumma siglando il gol partita. L’espulsione occorsa a Kessié pochi minuti più tardi è la mazzata finale per i rossoneri, mentre la Juventus conduce semplicemente la gara fino al fischio finale.




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