Milan, il closing slitta ancora: che succede?




Se la stagione calcistica del Milan, sul campo, è stata in qualche modo superiore a quelle che erano le iniziali aspettative, tanto che i rossoneri sono ancora in corsa per qualificarsi alla prossima edizione dell’ Europa League, al di fuori di esso la situazione si fa parecchio più nebulosa e incerta. Il motivo alla base di tale perplessità, naturalmente, è il passaggio della società dalla storica presidenza di Silvio Berlusconi, durata quasi trent’anni, ai nuovi padroni cinesi. Un passaggio che, tra gli addetti ai lavori, sta ormai divenendo sinonimo di “closing”.

MilanIn realtà il termine “closing”, nel contesto, dovrebbe indicare appunto la chiusura della trattativa, e l’ufficializzazione del passaggio di consegne tra le due parti. Un evento che avrebbe dovuto avvenire in maniera definitiva già alcune settimane fa, allorché gli investitori cinesi avrebbero dovuto versare la terza caparra pari a 100 milioni di euro. Invece tutto è saltato, slittato, rimandato di ora in ora, di giorno in giorno, e per motivi che finora non sono mai stati esplicati del tutto.

Ma cosa sta succedendo, esattamente, in casa Milan? Quando, e se, a questo punto, la trattativa si chiuderà in via definitiva? Alcune indiscrezioni sostengono che la data giusta potrebbe essere al 31 marzo, e tuttavia non c’è alcuna certezza a riguardo. Soprattutto, è proprio dalla Cina che arrivano segnali tutt’altro che incoraggianti: in particolare, il vice governatore della Banca Popolare Cinese, Pan Gongsheng, avrebbe gettato delle ombre preoccupanti, circa la bontà degli investimenti che i colossi asiatici stanno adottando nel mondo del calcio. Secondo Gongsheng, infatti, i capitali investiti altro non sarebbero che una sorta di maschera, per celare una fuga di liquidità verso l’estero.

Insomma, la situazione è tuttora in una fase di stallo, e a perderci, naturalmente, è il Milan: che, di fatto, non ha ancora la possibilità di vedere il proprio futuro, che continua a rimanere oscuro e incerto. Non è neppure da escludere che la cosa salti all’aria del tutto: il che, ovviamente, sarebbe a dir poco clamoroso.




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