È morto Aldo Biscardi, “papà” della Var




Una vita per il giornalismo sportivo, di stampo prettamente calcistico, ed una carriera televisiva ultratrentennale. Si è spento poche ore fa, come presumibilmente avrete appreso sui vari social, il noto conduttore Aldo Biscardi, uno dei volti storici, per l’appunto, del giornalismo sportivo. Malato da tempo, è morto a Roma, presso il Policlinico Gemelli, a poco più di un mese dal compimento del suo 87° compleanno.

Effettivamente la figura di Biscardi, per quanto concerne la stampa specializzata nel mondo del calcio, è sempre stata tra le più note e le più amate dal pubblico. Un po’ per lo stile di conduzione informale, un po’ per i tanti svarioni, che però non pregiudicavano una certa dignità professionale, il giornalista, di origini molisane, si era sempre distinto al punto da accattivarsi le simpatie dei più.

Grande sostenitore della moviola in campo, della quale in qualche modo può essere considerato una specie di precursore, Biscardi si è spento proprio nell’anno dell’introduzione della Var, causando il ricordo dei vari appassionati sui social, a metà tra il divertito ed il commosso. Fra i vari programmi e le apparizioni televisive, chiaramente, la mente vola subito a Il processo del lunedì, talvolta riproposto in formule analoghe come Il processo di Biscardi, andato in onda per oltre trent’anni e, a suo modo, antesignano di vari contenitori calcistici dall’atmosfera informale, come Controcampo o il più moderno Tiki Taka.

Coinvolto in misura minore, nel 2006, nello scandalo Calciopoli, il noto conduttore ha comunque proseguito la propria carriera fino a poco prima della sua morte. Grande amico del compianto Maurizio Mosca, in un’intervista sostenne di non essere tifoso di alcuna squadra, benché in gioventù fu simpatizzante dapprima dell’Inter e in seguito del Napoli, città presso la quale peraltro conseguì la laurea in giurisprudenza. Nel 2006, invece, dopo diversi screzi con l’Ordine dei giornalisti (a seguito proprio di Calciopoli, per il quale fu sospeso per sei mesi), decise di non rinnovare più l’iscrizione all’albo, definendosi comunque un “giornalista di televisione”.




Be the first to comment

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi