Tifosi, dirigenti, Maradona, Argentina: Icardi contro tutti




Certe carriere calcistiche sono decisamente strane e atipiche. Ci sono giocatori che, considerati come bolliti da molti addetti ai lavori, riescono poi, anche a soglie di età piuttosto alte, ad affermarsi ad altissimi livelli, facendosi spesso apprezzare anche per il proprio carattere pacato e conciliante. È un po’ la situazione di Andrea Barzagli, tanto per fare un esempio, che con 35 primavere sul groppone si distingue ancora come uno dei più abili difensori in circolazione. E poi ci sono i cosiddetti “bad boy”: quelli da sempre aperti agli scandali, che in un modo o nell’altro riescono a far parlare di sé, anche (e, spesso, soprattutto) in negativo. Una situazione analoga a quella che sta vivendo Mauro Icardi, che negli ultimi giorni si è ritrovato al centro di un ciclone di critiche e di contestazioni.

Icardi InterParte del cataclisma è avvenuto a seguito della clamorosa sconfitta patita dall’ Inter, nell’ottavo di turno di campionato contro il neopromosso Cagliari. I neroazzurri hanno infatti incredibilmente perduto, facendosi rimontare dai sardi per 2-1, e sul banco degli imputati è finito proprio Icardi: il quale, oltre ad aver giocato una brutta partita, ha anche fallito un calcio di rigore. Una brutta prestazione, che segue quella incolore vissuta contro la Roma, allorché proprio il capitano neroazzurro realizzò lo sfortunato autogol che consentì ai capitolini di conquistare i 3 punti.

Ma non è finita qui. Già nei giorni scorsi Mauro Icardi era stato fortemente criticato, in occasione della partita della pace. Maradona infatti usò termini decisamente poco benevoli nei confronti dell’attaccante interista, definendolo “traditore” per via dell’ormai noto triangolo amoroso con Maxi Lopez e Wanda Nara. E, sempre nei giorni scorsi, era in qualche modo trapelato che proprio tale fattaccio fosse alla base delle continue esclusioni di Icardi dalle convocazioni dell’ Argentina: pare che molti senatori della Seleccion, tra cui Messi e Mascherano, vedano il capitano neroazzurro di malocchio, reo di aver soffiato la donna a un amico.

A tutto ciò, chiaramente, si aggiunge il classico patatrac, un po’ la goccia che fa traboccare il vaso: ossia, la poco felice biografia, dal titolo “Sempre avanti – la mia storia segreta”, che Icardi ha fatto uscire in questi giorni, pare senza consultare preventivamente la società. Un fatto che ha destato perplessità e scalpore: perplessità perché in molti sostengono che un calciatore di appena 23 anni, che non ha mai giocato in Champions League, che non ha mai vinto alcun titolo in carriera, e fuori dal giro della Nazionale, con una storia alle spalle come quella di Wanda Nara, non dovrebbe avere molto da raccontare. E scalpore perché in alcune pagine incriminate del libro il giocatore si scaglia contro alcuni tifosi, di fatto minacciando di ingaggiare dei criminali argentini per fare assassinare alcuni ultras. Queste, testualmente, le parole leggibili nell’autobiografia, che hanno destato scandalo anche tra gli addetti ai lavori:

“Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo.”

Parole fortissime, che hanno causato la rabbia dei tifosi. I quali, a loro volta, non hanno lesinato in quanto a minacce nei confronti di Icardi, piazzando uno striscione intimidatorio proprio sotto l’abitazione dell’attaccante interista.

Il giocatore è adesso riuscito a mantenere la fascia da capitano, ma si è inimicato ulteriormente una dirigenza che già da diversi mesi sta dimostrando una certa insofferenza. Ricevendo, comunque, una pesantissima multa. E adesso, peraltro, è stato anche reso ufficiale che, nelle ristampe del libro, le frasi incriminate verranno del tutto eliminate. Un momentaccio per Icardi insomma, che tuttavia non si può certo dire che non se le sia andate a cercare.




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