Eurobasket 2011: l’Italia secondo Flavio Carera

Basket maschile Campionati Europei Carosello Home Nazionale By: Sonia Di Tommaso — 09 settembre 2011
Eurobasket 2011: l’Italia secondo Flavio Carera

L’Europeo per la Nazionale Italiana è terminato e al rientro dei ragazzi in Italia, i commenti, le analisi, le opinioni riguardo la loro performance europea si sono susseguiti. Abbiamo chiesto un parere sull’Italia targata Pianigiani e su come questi ragazzi hanno affrontato l’Eurobasket 2011, a uno dei giocatori che hanno fatto la storia del basket italiano e della Nazionale negli anni ’80, Flavio Carera, attualmente campione del mondo con l’Italia Over 45.

Come ha visto questa Italia da 3 sconfitto su 4? Quali aspettative aveva?

Sapevamo che non era semplice e che la qualificazione era difficile, ma sicuramente mi aspettavo di più a livello di risultato. I ragazzi hanno disputato buone partite, anche nelle tre sconfitte, bisogna dire che la fortuna non è stata dalla nostra parte. Con la Serbia abbiamo rimontato di 20 punti, con la Francia meritavamo la vittoria e con la Germania siamo stati sfortunati, ma abbiamo sempre lottato fino in fondo, tralasciando lultima contro Israele che non fa testo perchè la luce era già spenta. La delusione è tanta, speravamo almeno nella qualificazione, ma sapevo che si trattava di un’impresa”.

Avrebbe fatto scelto differenti riguardo le convocazioni?

“E’ sempre facile, col senno di poi, dire che quelli che rimangono  a casa sono i più bravi e potevano fare la differenza. Personalmente penso che tutti i convocati abbiano dato il massimo, ma credo anche che alcuni assenti, come Poeta o Gigli, avrebbero contribuito positivamente alle sorti di questa Italia. Comunque va un plauso a tutti questi ragazzi che hanno lavorato per mesi all’Europeo”.

Cosa è mancato?

“Sicuramente non è mancato l’atteggiamento, abbiamo comunque giocato tutte le partite fino alla fine, abbiamo pagato la mancanza di esperienza con una squadra che era nuova, con molti giocatori che erano alla prima volta in maglia azzurra in una competizione europea, un coach alla prima esperienza, e non è facile. Inoltre il livello delle squadre europee si è alzato e tutte, anche le squadre fino a qualche anno fa più deboli, danno del filo da torcere”.

Chi sono stati i migliori e chi i peggiori?

“Tutti potevano dare di più, ma comunque non mi lamento di quanto hanno dato. I tre dell’NBA hanno fatto tanto, anche se Belinelli un pò meno costante al tiro, Hackett è stato più che positivo considerando che era al suo primo Europeo e Mancinelli con alti e bassi ha dato il suo contributo. Forse tra quelli che potevano giocare di più metto Cinciarini, Mordente e Carraretto, ma loro avevano anche un ruolo diverso in questa Nazionale e responsabilità diverse”.

E Pianigiani?

“Ha impostato le partite nella maniera giusta, ha lavorato bene anche nel momento in cui ha dovuto dare una scossa (Video) col senno di poi sarebbe facile parlare. Bisogna tenere presente che anche lui era alla sua prima esperienza in Nazionale e ha cercato di amalgamare giocatori diversi, in particolari i tre dell’NBA agli altri”.

Qual’è il futuro di questa Nazionale?

“L’importante è continuare ad incoraggiare questi ragazzi. Sicuramente ci sono le basi per continuare a crescere e a lavorare per creare un ottimo gruppo in vista del prossimo Europeo

 

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