NBA Finals: Le pagelle dei protagonisti

Carosello Home NBA By: redazione — 22 giugno 2012
NBA Finals: Le pagelle dei protagonisti

Le Finals NBA 2011/12 sono oramai alle spalle, e mentre la festa a Miami è ancora in corso e lunghi dal finire, è tempo di bilanci; ora che la serie finale e i playoff sono arrivati alla conclusione è giunto il momento di tirare le somme e analizzare la prestazione dei giocatori che si sono contesi per cinque partite il Larry O’Brien Trophy.

Cominciamo dagli sconfitti, gli Oklahoma city Thunder; la stagione dei Thunder è stata semplicemente fantastica, con una regular season emozionante, ma soprattutto una cavalcata nei playoff più che entusiasmante; al primo turno infatti hanno “sweppato” i campioni in carica, eliminando senza appello i Dalla Maverick 4 a 0; nel secondo turno sono invece passati sopra i resti dei Lakers come un rullo compressore, chiudendo la serie per 4 a 1; nella finale dell’Ovest hanno faticato non poco contro i veterani degli Spurs, ma dopo esser andati sotto 2 a 0 hanno saputo ribaltare la situazione vincendo quattro gare consecutive, chiudendo la serie 4 a 2; sfortunatamente per loro la stagione si è conclusa nel modo peggiore, costretti a piegarsi ai Miami Heat per 4 a 1, devastati dalla voglia di vincere di James e compagni, consapevoli però di avere tutto il futuro davanti per rifarsi:

-D. Cook, R. Ivey, Mohammed, Hayward e Cole Aldrich: S.V, giocano solo qualche minuto in tutta la serie, e non possono essere dei fattori nel modo più assoluto.
-Nick Collison: 7, vero scienziato del gioco, con lui in campo i Thunder hanno sempre dei parziali vincenti; in difesa è enciclopedico, senza saltare stoppa e prende rimbalzi, e in attacco mette i suoi punti; misterioso il motivo per cui coach Brooks lo faccia giocare al massimo venti minuti, forse con più Collison in campo la serie poteva essere più lunga.
-Derek Fisher: 5, il venerabile maestro era in campo per dare esperienza e solidità nei minuti decisivi, e invece il veterano tradisce le aspettative, commettendo errori da rookie principiante nei momenti decisivi di gara 4; non riesce mai a essere veramente un fattore positivo; fine della corsa?
-Serge Ibaka: 4/5, nella serie contro gli Spurs era stato letteralmente devastante, stoppando qualsiasi cosa si avvicinasse al canestro, ma soprattutto scoprendosi una sentenza in attacco; contro Miami mostra lampi del suo talento nelle prime due gare, ma per il resto solo qualche stoppata, molte scelte sbagliate, e il nulla assoluto in attacco; Air Congo ha dimostrato di non essere ancora un giocatore pronto per questi livelli.
-Kendrick Perkins: 4, non difende come dovrebbe, non prende abbastanza rimbalzi, non segna veramente mai, toglie preziosi minuti a Collison, nervoso come al solito; completamente inutile .                                                                                                                                                                                                                                    -Tabo Sefolosha: 5,5, lo svizzero è dominante nell’unica vittoria Thunder, con la sua difesa e alcuni ottimi canestri, ma la sua serie finisce li; in difesa ha l’impossibile compito di limitare James, riuscendoci a sprazzi, ma in attacco finisce per diventare sempre più deleterio, sbagliando in gara 4 una tripla fondamentale; rimane comunque da lodare il grande impegno difensivo e la sua ottima capacità difensiva su LeBron.
-James Harden: 3, dov’è finito il Barba che ha letteralmente fatto a pezzi Lakers e Spurs? serie finale inguardabile per il giocatore che avrebbe dovuto fare la differenza; in attacco non segna mai se non nel garbage time, commettendo errori gravissimi, e in difesa è inerme contro James; negativo, esitante e pasticcione; traditi dal Barba; verrà rifirmato?
-Russel Westbrook: 7,5, croce e delizia dei Thunder; in alcuni momenti è letteralmente immarcabile, in grado di segnare a piacimento, mentre in altri momenti è totalmente fuori controllo, diventando un fattore negativo per i suoi; nonostante tutto è uno dei pochi che ci prova fino alla fine, anche se alcuni suoi errori sono fra i più pesanti della serie(vedi gara 4).
-Kevin Durant: 8, ci ha provato fino alla fine, è stato l’ultimo ad arrendersi, ma i suoi sforzi sono andati frustrati; ha fatto tutto quello che poteva, e per essere la sua prima finale a soli 23 anni è andata più che discretamente; cosa puoi dire a una che chiude una serie a 30,6 punti e 6 rimbalzi di media, con il 54% dal campo e il 39% da tre? ha tempo per rifarsi, il futuro è suo.

E ora passiamo ai vincitori, i Miami Heat; i playoff della squadra della Florida sono stati un vero viaggio dantesco, con gli Heat costretti a risalire da un vero e proprio inferno, prima di poter arrivare in paradiso e uscir a rimirar le stelle.
Nel primo turno si sono facilmente sbarazzati dei ruderi della New york apocalittica post D’Antoni, con Anthony e co abbattuti 4 a 1; il secondo turno invece è stata la prima grande prova per Miami, che sotto 2 a 1 contro gli Indiani Pacers, e Bosh infortunato, hanno saputo fare gruppo intorno a James e un Wade ritrovato, riuscendo a ribaltare il tutto, chiudendo 4 a 2; nella finale dell’Est il Celtic Pride dei commuoventi nonni dei Boston Celtics hanno costretto i campioni NBA ad una gara sette da brividi, con James costretto a vincere da solo una gara 6 a Boston sotto per 3 a 2, facendo intuire come questo fosse per davvero il suo anno.
In finale Miami è stata trascinata alla vittoria dai Big Three, James in primis, ma non avrebbe mai potuto conquistare il titolo senza il fondamentale aiuto degli ”altri”, il supporting cast:
-Turiaf, Curry, Harris: S.V, a parte qualche comparsata del francese non mettono mai piedi in campo, godendosi il trionfo dalla panchina.
-J. Howard: 9 alla carriera, menzione speciale per il superveterano, primo( e ultimo) dei mitici FabFive di Michigan a vincere il titolo; non gioca mai, ma è il capitano morale della squadra, il giocatore che tiene unito il gruppo.
-J. Anthony: 6,5; in finale non mette piede in campo, ma durante tutti i playoff, in contumacia Bosh tiene in piede Miami e la sua difesa con la sua grinta ed energia, risultando comunque decisivo a suo modo.
-U. Haslem: 6,5, il vecchio leone non gioca molto, ma quando è in campo da sempre il suo contributo di furbizia ed esperienza, siglando anche alcune giocate chiave, come la palla a due guadagnata in gara 4. Secondo anello per lui.-Norris Cole: 6,5; per tutti i playoff è abbastanza inutile, ma da vero duro dimostra tutto il suo carattere, siglando i punti fondamentali nella rimonta Heat nella decisiva gara 4; orgoglio smisurato, pronto al momento giusto.                                                                                                                                                                                                                                        -James Jones: 6,5, come Cole, quando entra alimenta la rimonta Heat con le sue triple .                                                                                               — M. Chalmers: 6/7, nelle prime tre gare sembra giocare con i Thunder per quanto è deleterio, ma Almario Vernardo è fatta di una sostanza speciale, e in gara 4 è l’eroe che indirizza la serie nel modo definitivo verso la florida con i suoi 13 punti nel quarto quarto da campione vero, da Big Four; in gara 5 continua la sua serata perfetta

-Chris Bosh: 8, infortunato nella serie con i Pacers e per metà con i Celtics, in finale è il fattore in più; in attacco sembra non brillare, ma il suo contributo c’è sempre,e in difesa e a rimbalzo è devastante, con alcune giocate più che decisive; sbeffeggiato e deriso in questi due anni e dopo lafinale scorsa, si è preso una grande rivincita.
-D. Wade: 8, nella serie con i Pacers rischia di eliminare da solo Miami, apparendo il fratello scarso del vero Flash, mentre nella finale torna a essere quell’oggetto volante non identificato che galvanizza la sua squadre con giocate decisive e spettacolari; nonostante tutto rimane l’anima e cuore pulsante di Miami, che con lui si gode il secondo titolo della loro storia.
-Shane Battier, 9,5, primo giocatore della storia di Duke a vincere un titolo da protagonista; per il vecchio Battier una serie incredibile, con un difesa su Durant e Harden sempre di primissimo livello; alcuni suoi sfondamenti presi hanno cambiato il corso della serie; ma oltre la difesa Battier è stato decisivo in attacco, con un mostruoso 55,7% da tre in finale, e 11 preziosissimi punti di media; campione universitario con Duke, e ora Nba con Miami, come lui solo 4 giocatori in attività.
-Mike Miller: 9,5, il nostro vero MVP romantico, perchè la sua è una storia commuovente; per lui i Big three hanno rinunciato a dei soldi, mostrando quanto lui sia fondamentale per la squadra; gioca tutta la stagione con una schiena letteralmente in decomposizione, che costringerebbe chiunque fermo a letto. In gara 6 ammazza i Thunder con 23 punti e 7/8 da tre; Leggendario Mike Miller, forse l’ultimo capolavoro prima del ritiro.
-LeBron James: 10, che dire del prescelto? da solo mantiene in vita la sua squadra contro i Pacers e contro i Celtics; lo accusavano di non essere decisivo, e contro i Thunder ha segnato tutte le giocate importanti, compresa una tripla su una gamba sola; la sua finale e i suoi playoff hanno dimostrato la sua onnipotenza cestistica; finalmente ha conquistato l’anello, ha mantenuto la promessa e ha zittito tutti gli Haters; e ora che si è sbloccato qualcuno potrà ancora fermarlo? Finale da 28,6 punti, 10.2 rimbalzi e 7,4 assist; MVP della regular season, MVP della finals; il re ha finalmente il suo anello.
Gli allenatori:-Spoelstra: 7,5, capisce che il suo quintetto non vede ne Anthony ne Turiaf, ed bravo nel costruire una difesa davvero incredibile; contestato e sempre dead man walking, ma alla fine ha avuto ragione lui.
-Brooks: 6+, stagione e playoff perfetti, ma rimane il dubbio enorme del motivo per il quale lasscia più spazio a Perkins che a Collison, non intuendo quanto l’ex Kansas influisse sulle sorti della serie finale; si affida anche troppo ad Harden, palesamente fuori serie. Resterà?

Cosa ne pensate della finale e delle prestazioni delle due squadre?

Di Claudio Boni

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