Il tiro nel basket
Il tiro è il terminale del gioco d’attacco, la sintesi perfetta dell’azione offensiva di una squadra nel gesto di un giocatore. Ogni giocatore ha il suo modo di tirare da fuori (ovvero non sotto canestro), nel modo che ritiene più efficace, ma la tecnica ideale consiste nell’appoggiare la palla sopra i polpastrelli della propria mano forte, parallela al terreno e con le dita opposte al canestro, con la mano debole in appoggio laterale, perpendicolare alla mano forte. Il rilascio della palla avviene spingendo la palla in avanti con il movimento del braccio e del corpo in salto, mentre il movimento in avanti del polso (frustata) dà alla palla la tipica rotazione all’indietro. La palla disegna così una parabola che permette alla palla di inserirsi nel canestro senza pericolo di rimbalzare sul ferro e uscire.
Particolari tipi di tiro dipendono dalla posizione in campo o del corpo.
- Sotto canestro è molto comune il tiro appoggiando la palla al tabellone, con la mano d’appoggio spesso usata, anzichè per sostenere la palla, per evitare una stoppata.
- Sempre sotto canestro è comune il sottomano, con la palla appoggiata al palmo, ma con le dita rivolte verso il canestro. È un tipo di appoggio usato molto in movimento, al termine del terzo tempo, classico modo di concludere una penetrazione a canestro, consistente nella chiusura del palleggio a cui seguono due passi e il tiro, appunto, in appoggio.
Particolari tiri in base alla posizione del corpo sono i ganci o gancetti.
- Se il giocatore non si trova fronte a canestro, ma rivolgendo il fianco, il gancio è un tiro ottimo per superare il difensore, e consiste nel posizionare la palla su una mano, con il braccio teso e in direzione opposta al canestro, e far compiere al braccio un movimento ampio di circa 90°.
- Il gancetto (baby hook) è simile come concetto, ma il movimento del braccio nel gancio qui è compiuto dal polso, con il braccio invece teso verso l’alto.
Per l’immagine: Flickr
Davide Arcuri








