Eurobasket 2011: i perchè del fallimento della nazionale italiana
Ed eccoci alla fine della prima fase di eurobasket 2011 a dover fare i conti con un altro fallimento della nazionale italiana. Ma è stato davvero un fallimento? Per prima cosa andiamo a vedere le attenuanti. La prima è la difficoltà del girone. La Serbia e la Francia sono due delle candidate principali alla vittoria finale. La Germania ha in squadra Dirk Nowitzki, un ottimo centro come Chris Kaman ed è una formazione solida. Israele ha giocatori importanti come Yotam Halperin, Lior Elyahu e David Blu. La Lettonia si è rivelata difficile da battere, per informazioni chiedere alla Francia. La seconda attenuante riguarda gli infortuni. A Pianigiani avrebbero fatto comodo i centimetri di Angelo Gigli e la stazza nel ruolo di playmaker di Jacopo Giacchetti (uno dei migliori della passata estate). Ma l’Italia ha avuto molti demeriti. Solo con la Francia ha offerto una prova di alto livello. In tutte le altre partite la nazionale ha fatto molto fatica. La Serbia in questo momento è troppo più forte. La gara contro la Germania era da vincere assolutamente se si conta un Dirk Nowitzki in difetto di condizione (ha iniziato la preparazione a metà agosto). Contro la Lettonia è arrivata la vittoria ma facendo una fatica incredibile. L’ultima prestazione contro Israele è stata per molti tratti ai limiti dell’imbarazzante. L’unica scelta sbagliata di Simone Pianigiani riguarda la convocazione di Anthony Maestranzi. Il nuovo play di Roma ha avuto molti problemi fisici nella passata stagione e in più è troppo “piccolo” per questi livelli. Maestranzi è stato spazzato via dai pari ruolo molto più alti e pesanti come Milos Teodosic. A difesa di Pianigiani va detto che le alternative erano poche e scarse. L’unica opzione possibile era scegliere i centimetri di Luca Vitali (nonostante la stagione disastrosa dell’ex Olimpia Milano) e dare più spazio ad Andrea Cinciarini. Infine c’è da parlare dei giocatori. Molte critiche sono piovute addosso a Marco Belinelli, autore di troppe forzature e scelte sbagliate. Anche da Danilo Gallinari, limitato da un problema, e da Stefano Mancinelli ci si aspettava molto di più. Come da tutta la nazionale.







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