Repesa non cerca scuse per il disastro di Mosca: ‘Mi scuso con tifosi e società’




Ecco le parole di Jasmin Repesa in conferenza stampa dopo la netta sconfitta subita dall’Olimpia Milano sul parquet di Mosca.

Non accampa scuse, Jasmin Repesa, dopo il pesantissimo ko di Mosca che di fatto rende quasi proibitiva l’impresa di una possibile rimonta delle Scarpette Rosse nella classifica di Eurolega. I meneghini annaspano nei bassifondi della graduatoria e adesso ci vorrebbe un filotto di successi davvero impronosticabile al momento, tenuto conto delle difficoltà fisiche e tecniche palesate negli ultimi mesi.

L’Olimpia Milano continua dominare la classifica nel campionato italiano, pur subendo due pesanti ko esterni a Venezia e Reggio Emilia. Nella conferenza stampa post gara, Repesa ha ancora una volta stigmatizzato le difficoltà della sua squadra ancora vittima di un incomprensibile blackout nel primo quarto (perso per 28-7) che di fatto ha facilitato il compito a De Colo e compagni. ‘Sono veramente arrabbiato per come abbiamo giocato nel primo tempo – ha dichiarato il coach dell’Olimpia – tutto quello di cui abbiamo parlato in fase di preparazione non è stato fatto e cosi la partita è finita dopo il primo quarto. Venivamo da un buon momento con due buone gare e mi aspettavo un ulteriore passo in avanti e invece non è stato cosi. Mi scuso con i nostri tifosi e con la società. E’ stata una prestazione al di sotto delle nostre aspettative’.

Il prossimo impegno in Eurolega prevede la sfida dei milanesi in casa contro il Galatasaray. Una gara senza appello per l’Olimpia Milano contro un avversario tutt’altro che insuperabile. Il match si giocherà giovedi 19 gennaio.




Readers Comments (2)

  1. Veramente a Venezia e Reggio Emilia le sconfitte sono state di misura. Articolo scritto o da chi non ha in mente come siano andate quelle gare o da chi odia l’Olimpia. Oppure da chi non è esattamente un giornalista. O tutte e tre le cose insieme.

    • Marco Antonio 16/01/2017 @ 16:55

      Non riteniamo che la pesantezza di una sconfitta sia tale solo per l’aspetto numerico. E non riteniamo, altresi, che un giornalista per essere tale debba sposare le sue opinioni, per quanto meritevoli di rispetto. Il pensiero unico caratterizzava altre epoche della nostra storia, che si spera non tornino più.

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