Buscaglia: “Grande grinta, ma dobbiamo crescere”. Ramagli: “Che peccato…”

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Con la vittoria in rimonta dell’Aquila Trento sulla Virtus Bologna si è ufficialmente aperto il campionato di Serie A 2017/2018. Gli uomini di Buscaglia sono riusciti a recuperare un match che sembrava ormai perduto, con le “V nere” capaci di portarsi anche sul +18 salvo poi dilapidare tutto nell’ultimo quarto.

Ai microfoni di Eurosport, Maurizio Buscaglia spiega i motivi che hanno portato alla splendida rimonta trentina. “Nel primo tempo non avevamo fatto una brutta partita ma la qualità dei canestri subiti in uno contro uno era di grande levatura. Nel terzo periodo abbiamo perso quell’idea di potercela fare, ma alcuni accorgimenti come cambiare difesa, ruotare quintetti, Sutton e Silins insieme ci hanno ridato convinzione”. Chiaramente il coach dell’Aquila Trento vede ancora molte cose da rimediare, nonostante la grande grinta che ha permesso di recuperare una situazione che sembrava ormai compromessa. “Ci sono ancora molte cose da mettere a posto – ha detto Buscaglia – ma senza dubbio rimontare da -18 a +4 contro una squadra forte come la Virtus Bologna è un fatto più che positivo”.

In casa Virtus c’è tanto rammarico per aver soltanto sfiorato quello che poteva essere un esordio con i fiocchi. Un successo in casa dei vicecampioni d’Italia sarebbe stato un inizio “monstre” per gli uomini di coach Ramagli, che nel post-gara non nasconde tutto il suo disappunto: “Abbiamo sbandato proprio quando non dovevamo – ha detto Ramagli – Ci siamo fatti male da soli. In quel momento avevamo bisogno di essere più solidi in difesa, ma siamo venuti meno”. Qualche polemica per l’antisportivo su Behanan nel finale. “Marcus ha colpito Behannan perché questo era il nostro obiettivo, non ha sentito il fischio e allora ha reiterato l’azione – le parole del coach bolognese su Bolognabasket.it – Avessero fischiato prima non sarebbe stato antisportivo: volevamo che ricevesse e poi cacciare la palla, non è andata così. E’ una regola a cui abituarsi, non c’è nessuno da colpevolizzare”.




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