Capo d’Orlando-Milano, Pianigiani: “Grande mentalità”. Di Carlo: “Peccato, ma siamo in crescita”

pianigiani di carlo




Probabilmente tutto l’ambiente milanese si aspetta un livello di prestazioni più alto da parte dell’Olimpia Milano, che continua a mostrare problemi nello sviluppo della manovra e un’organizzazione difensiva ancora da rivedere nonostante qualche evidente progresso. Tuttavia, come si suol dire, ciò che conta sono i risultati e la classifica. Dando uno sguardo alla graduatoria, infatti, nel gruppetto di testa c’è anche l’Olimpia di coach Pianigiani, che condivide il primato insieme alla Reyer Venezia e alla Germani Brescia. I tre team sono gli unici a punteggio pieno: sei punti dopo 3 gare.

Milano ha faticato non poco per espugnare il parquet di un’Orlandina coriacea, determinata, mai doma. Il team di Di Carlo non attraversa un buon momento sul piano dei risultati, ma se le prove continueranno ad essere queste le gioie arriveranno molto presto. Ieri Capo d’Orlando ha ceduto solo nel finale, in un match che si è mantenuto quasi sempre sul filo dell’equilibrio.

In conferenza stampa, Pianigiani si è detto contento della crescita difensiva della sua squadra. “Stiamo lavorando per creare una mentalità difensiva che nel nostro campionato abbiamo sempre avuto – ha detto l’ex coach dell’Hapoel Gerusalemme – Ci è mancata un pò di lucidità, abbiamo fallito dei tiri che non andrebbero mai sbagliati. Dobbiamo migliorare alcuni aspetti, non possiamo farci rimontare sempre, era già accaduto con Varese. Tuttavia, questa squadra riesce a mantenere una grande mentalità anche nelle difficoltà, e questa cosa mi piace molto”.

Una duplice reazione, invece, quella di Di Carlo in seguito al ko interno contro i biancorossi: “Se da una parte sono molto arrabbiato per come abbiamo perso – ha detto il coach di Capo d’Orlando nel post-gara – dall’altro sono contento della crescita dei miei ragazzi. Dobbiamo continuare così, oggi abbiamo mostrato davvero grande carattere. Sul +5 pensavamo ormai di riuscire a portarla a casa, ma l’inesperienza ci ha fatto commettere errori decisivi”.




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