Frode sportiva, Siena trema: rischia di perdere 4 scudetti




frode sportivaL’articolo 59 del Regolamento di Giustizia parla chiaro: “frode sportiva”. E’ l’accusa che la Federbasket ha avanzato nei confronti della Mens Sana Siena, formalizzata ieri dal procuratore federale Marco Lucente che ha emesso il deferimento.

Sono sei i dirigenti indagati: tra loro c’è il massimo dirigente della società senese, Ferdinando Minucci, e gli altri dirigenti Olga Finetti, Cesare Lazzeroni, Paola Serpi, Luca Anselmi e Jacopo Menghetti.

Su di loro, come detto, pende l’accusa di frode sportiva, in particolare riguardo al comma 1 bis (“assicurare a un tesserato un illecito vantaggio”, con inibizione da tre a cinque anni) e al comma 3 (“nei casi di frode sportiva di particolare gravità può essere applicata la radiazione”).

Oltre ai sei soggetti in questione, c’è un settimo deferimento che riguarda il curatore fallimentare Marco Lombardi, accusato di responsabilità oggettiva, con riferimento all’articolo 61: è qui che Siena rischia molto. Lombardi è il legale rappresentante della società dichiarata fallita: se dovesse essere ritenuto colpevole, la Mens Sana perderebbe i titoli conquistati nel periodo in cui è stata perpetrata la frode sportiva. Come recita appunto l’art.61, “qualora per effetto della frode sia stato conquistato lo scudetto o altro titolo o trofeo, può esserne disposta la revoca”.

Ancora da capire il periodo di riferimento: come riportato dalla Gazzetta dello Sport, nel deferimento si parla di “scritture contabili falsificate nei bilanci dal 2007 al 2013” (quindi gli ultimi quattro scudetti, dal 2009/10 in poi) ma in un altro passaggio di “fatti materiali rilevanti non corrispondenti al vero esposti consapevolmente nei bilanci dal 2009/10” (quindi gli scudetti 2012 e 2013).

Per farla breve, Siena avrebbe vinto dei campionati senza avere alcun titolo per parteciparvi, in quanto avrebbe falsificato i bilanci per garantirsi l’iscrizione. Il procuratore federale, infatti, imputa ai deferiti di “aver falsificato le scritture contabili della società fallita annotando sistematicamente fatture per operazioni inesistenti e/o sovramanifestanti per 38.990.202 euro”, usati in buona parte per il pagamento in nero dei tesserati. Nel deferimento, infine, la società senese viene anche accusata di aver sfruttato la frode per costruire squadre al di sopra delle proprie possibilità. Ipotesi, questa, difficilmente dimostrabile.




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