Lotta salvezza, Cremona deve vincere a Varese. E sperare nell’Olimpia…




cremona pesaro salvezza La Vanoli Cremona non ha molte alternative. Anzitutto deve svolgere a pieno il proprio dovere, ovvero vincere laddove non è mai riuscita ad ottenere l’intera posta in palio: il parquet di Varese. Quello della Openjobmetis è infatti uno dei due campi dove la Vanoli non è mai riuscita a vincere in Serie A (l’altro è Avellino, ndr).

Tuttavia, come detto, i cremonesi non possono fare altrimenti. Non solo: oltre a quest’impresa, la Vanoli deve anche sperare in una vittoria dell’Olimpia Milano all’Adriatic Arena di Pesaro. La Consultinvest, infatti, mantiene 2 punti di vantaggio sugli uomini di coach Lepore: 18 punti per i marchigiani, 16 per i lombardi.

L’ultimo turno ha riacceso molte speranze dalle parti del PalaRadi. La Vanoli ha dimezzato lo svantaggio nei confronti del team allenato da Spiro Leka, sconfitto a Pistoia 87-83 mentre Cremona riusciva a regolare Cantù (93-82) davanti al proprio pubblico. Ecco perchè la gara di Varese rappresenta il “tutto per tutto” per il team allenato da coach Paolo Lepore.

“Mi aspetto una Varese molto motivata, conosco bene Caja e so che ci tiene a congedarsi dal pubblico varesino vincendo. Varese è squadra che gioca in modo molto preciso, ordinato, ed ha punti di riferimento chiari in attacco e in difesa – ha detto Lepore in conferenza stampa – Tuttavia noi dobbiamo pensare solo a vincere, e per farlo dovremo giocare una partita molto attenta, contro una squadra aggressiva, facendo attenzione a limitare le palle perse”. Lepore ha poi spiegato che la sua squadra dovrà essere pronta a giocare una partita “sporca e cattiva”.

A Pesaro si proverà a fare l’impresa contro un’Olimpia Milano che non vuole fare sconti nonostante la classifica dica primo posto matematico. “Quella contro Milano a mio avviso è la partita più facile della stagione, visto che i nostri prossimi avversari sono costruiti per vincere e sono superiori in tutto – ha spiegato Spiro Leka – Se guardiamo a questi aspetti si fa fatica ad entrare anche in campo. A mio avviso dobbiamo concentrarci su noi stessi e sulle nostre cose, cercando di dare tutto a livello di agonismo e cattiveria. Bisogna giocare sull’entusiasmo e sull’appoggio che ci darà il nostro pubblico”.




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