Storica Torino, è Coppa Italia! Brescia delude (69-67), decide Vujacic

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A volte lo sport sa regalare delle favole uniche. Fino a due settimane fa l’ambiente della Fiat Torino era praticamente paragonabile ad una polveriera: le dimissioni di Carlo Recalcati, arrivate un mese dopo quelle di Luca Banchi, avevano scatenato un autentico putiferio in casa gialloblu. In molti, moltissimi erano convinti che ormai la stagione dell’Auxilium sarebbe stata segnata.

Ma alla guida di un roster comunque qualitativo e dai valori importanti è stato promosso Paolo Galbiati, arrivato a Torino la scorsa estate. A luci spente e con tanta umiltà, Galbiati ha preparato la squadra alle Final Eight di Coppa Italia: il neo coach è riuscito a ricompattare un ambiente ormai ridotto a brandelli in soli 10 giorni. Il risultato è un trionfo straordinario.

La Fiat Torino ha vinto la prima Coppa Italia della sua storia. Lo ha fatto attraverso un percorso strepitoso, a cui non avrebbe puntato un euro nemmeno il più accanito dei sostenitori dell’Auxilium: ai quarti la Fiat ha mandato a casa nientemeno che i campioni d’Italia della Reyer Venezia, mentre in semifinale si è imposta sulla Vanoli Cremona di coach Sacchetti. Infine, l’ultimo atto, quella finale insperata che diventa orgasmo puro per il club piemontese: la Leonessa deve arrendersi (69-67).

Già, la Leonessa. La Germani Brescia di coach Diana è arrivata ad un passo dal raccogliere il primo grande frutto di quanto seminato fino ad ora. Una stagione, quella dei bresciani, che può ancora regalare grosse soddisfazioni ai propri tifosi, ma questa sconfitta non può non fare male.

La finale è tutto fuorchè bella. A dominare è la paura e forse anche l’emozione per un livello mai raggiunto prima d’ora. Quando nell’ultimo quarto Brescia si ritrova sul +6, in molti pensano che la partita abbia ormai preso la strada lombarda. Ma da quel momento in poi la Fiat non sbaglierà più nulla. Gli ultimi dieci secondi sono da film: Luca Vitali fallisce la tripla, Vujacic non sbaglia il canestro che spinge Torino sul +2. L’ultimo possesso è di Moss, ma il tiro non trova la retina. La panchina piemontese esplode di felicità. L’impossibile è diventato realtà.




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