Il tracollo dell’Orlandina, dalla Champions alla retrocessione in A2




Ecco le parole del coach dell’Orlandina, Mazzon, dopo l’amarezza per il verdetto dell’ultima giornata che ha sancito la retrocessione in A2.

L‘Orlandina Basket termina la stagione come peggio non poteva, masticando amaro per una retrocessione tanto grama quanto inattesa. Perdendo per 119-95 a Cremoma, la squadra di Mazzon dà l’arrivederci alla serie A1 proprio nella stagione caratterizzata dallo storico accesso alla Champions League. Contro una squadra perfetta in attacco, capace di mettere a segno 119 punti, l’Orlandina ha messo in evidenza tutte le proprie lacune sotto i tabelloni, opponendo una flebile resistenza all’attacco chirurgico dei lombardi.

Priva del pivot Knox e con Likhodey in condizioni precarie, l’orgoglio della squadra di Mazzon non è bastato ad evitare l’onta della retrocessione. Amaro il commento del coach Andrea Mazzon, che non ha risparmiato elogi ai propri ragazzi per avere messo in campo tutto ciò che avevano per evitare il peggio:

‘Non era facile ritrovare la strada dopo 14 sconfitte consecutive – ha esordito il coach dell’Orlandina in conferenza stampa – Siamo riusciti a fare buone cose, abbiamo tutti cercato di dare il massimo per questo mi complimento con tutto lo staff e tutte le persone attorno alla società. Capo d’Orlando è una città meravigliosa, che si è dimostrata fortissima e attaccatissima alla squadra. Ovviamente non è semplicissimo parlare adesso o trovare motivazioni o alibi. Ho allenato solo per sei partite e oggi devo fare i complimenti a Cremona che farà i playoff. Credo che sia doveroso dar credito ai ragazzi che anche oggi, stremati e senza Knox e Likhodey a mezzo servizio, che ha giocato con uno strappo muscolare, sono stati eroici nel primo tempo e alla fine non hanno più avuto energie. Ho detto ai ragazzi che sono orgoglioso di loro per quello che abbiamo fatto insieme. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro e auguro a tutti loro il meglio, sono ragazzi speciali e in gamba e meritano di avere un grande futuro’.




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