Venezia-Trento, Buscaglia: “Stavamo per rovinare tutto”. De Raffaele: “Troppa tensione”




buscaglia de raffaeleTrento espugna il PalaTaliercio (74-83), si aggiudica gara 1 della finalissima scudetto e continua a credere nel sogno. L’entusiasmo in casa Dolomiti è molto grande, anche se la strada che porta al titolo è ancora lunga. Dall’altra parte Venezia ha steccato la prima uscita davanti ai propri tifosi, ma non ha nessuna intenzione di arrendersi.

Nonostante l’ottimo successo, coach Buscaglia trova comunque qualche dettaglio che non lo rende pienamente soddisfatto. In particolare, l’allenatore dell’Aquila non ha gradito la gestione del match nell’ultimo quarto. “Stavamo per rovinare tutto”, ha detto Buscaglia ai microfoni nel post partita.

“Dobbiamo avere più controllo del campo aperto, passandoci la palla, proprio ciò che non siamo riusciti a fare nell’ultimo quarto. Sappiamo che è una finale, che giochiamo contro una squadra forte però dobbiamo avere più cura della palla – sottolinea Buscaglia – Capisco la stanchezza però la Reyer nel finale attaccava sempre, abbiamo avuto troppa fretta nel giocare l’uno contro uno, dobbiamo mettere a posto questa cosa per riuscire a reggere gli interi 40 minuti”.

Buscaglia sorride quando gli dicono che Crespi preferisce una vittoria più risicata perchè così la squadra eviterà dei rilassamenti che farebbero solo male. “A parte le battute è una cosa su cui si deve costruire la seconda partita – spiega il coach trentino – Si deve far ragionare la squadra su come le distanze, soprattutto contro una difesa aggressiva, vanno avvicinate”.

Per coach De Raffaele (che pure riconosce a Trento di aver meritato la vittoria, ndr) la Reyer ha pagato la troppa tensione accumulata nei giorni precedenti al primo match della serie. “Per due quarti non abbiamo giocato, esprimendo fretta nel gioco e troppa tensione, e si è visto nel tiro – dice De Raffaele – Adesso riguarderemo la partita per cancellare gli errori e ci rimboccheremo le maniche perché in gara 2 dovremo essere bravi a non commetterli di nuovo”.




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