Champions Basketball League, dal 2017 il torneo estivo degli ex giocatori NBA




champions basketball leagueDopo “The Tournament”, che ha celebrato quest’anno la sua terza edizione, il 2017 vedrà l’arrivo di un nuovo campionato estivo professionistico. Il suo nome? La “Champions Basketball League”. 

Questa competizione riunirà 16 squadre: la gestione è stata affidata a Mark Aguirre, ex ala piccola di Pistons, Lakers e Mavs. Secondo i dirigenti di questo nuovo campionato, l’idea è quella di creare un campionato ‘a disposizione’ del pubblico, dove i fan potranno assistere agli allenamenti ma anche parlare con i giocatori dopo le partite.

Le 16 squadre devono essere composte da ex giocatori che hanno forti legami con le loro rispettive città. New York ha già deciso il nome del team, i Gotham Ballers, che saranno allenati da John Wallace: ci sono alcuni nomi interessanti come Kenyon Martin, Shawn Marion, Daniel Gibson o Jamaal Tinsley.

Anche Boston svelerà presto la sua squadra, poi sarà la volta di Dallas e Houston, che terranno conferenze stampa per annunciare i loro roster.

THOMPSON: “LA SCONFITTA CON I CAVS FA ANCORA MALE…” 

Con l’ingaggio di Kevin Durant, i Golden State Warriors hanno certamente realizzato il colpo dell’estate. Lo sa bene anche Klay Thompson, ma lo “Splash Brother” ammette che l’arrivo di KD “non cancellerà l’amarezza per la sconfitta in finale contro Cleveland”.

“Abbiamo aggiunto Kevin e non potrei essere più eccitato per il nostro futuro e quello che potrebbe accadere, ma ci vorrà un sacco di tempo per superare questa sconfitta – ha detto Thompson – E ‘stato difficile. Soprattutto perchè eravamo avanti 3-1, pensavamo di avercela fatta e invece non siamo stati capaci di finire il lavoro. Ma questa è la vita, questo è il basket. Bisogna andare avanti”.

Thompson, inoltre, confessa di pensare spesso a quel possesso che avrebbe potuto cambiare la storia della finale, e avrebbe potuto far prendere all’anello la strada di Golden State. “Gli ultimi 3 minuti ci sono stati fatali. Dobbiamo riconoscere la vittoria di Cleveland, perchè ci hanno sempre creduto e non hanno mai mollato, anche quando tutto sembrava perduto. Direi che la delusione pesa più dell’arrivo di Kevin, perché si tratta di due situazioni completamente diverse. La sconfitta è ancora troppo fresca nella mia mente, e sarà così fino a quando avremo di nuovo l’opportunità di rimediare”.




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