Chicago sorprende Cleveland. Tutto facile per Golden State, 142 punti per Houston

cleveland chicago E’ bastata l’assenza di LeBron per infondere coraggio ai Bulls, bravi ad espugnare la Quicken Loans Arena 99-117. Vero che i Cavs senza la loro superstar fanno parecchio fatica, ma è vero anche che Chicago ha disputato una partita praticamente perfetta: nessuna prova scintillante da parte dei ‘top player’ ma una forte dimostrazione di collettivo che non sempre si era vista in questa stagione.

A Cleveland non è bastata l’ottima prova di Kyrie Irving, che non va molto lontano dalla tripla doppia con i suoi 34 punti, 9 rimbalzi e 7 assist. Ma il resto della squadra non lo ha accompagnato, e Chicago ha potuto approfittarne. Soprattutto nel terzo quarto, quando i Bulls hanno infilato un break di 11-0 e Jimmy Butler è salito in cattedra con 13 punti. Da quel momento in poi, gli uomini di Hoiberg sono rimasti sempre davanti rintuzzando ogni tentativo di riavvicinamento dei Cavaliers (tentati soprattutto dal solito Irving). Il pubblico della QLA può consolarsi con l’annuncio dell’arrivo di Deron Williams: un rinforzo certamente gradito per coach Tyronn Lue.

Il pronostico di Golden State – Brooklyn era ovviamente impietoso: in molti immaginavano una larghissima vittoria della franchigia di Oakland, pronta a fare un sol boccone dei malcapitati Nets. Pronostico rispettato, ma con un divario meno imbarazzante di ciò che si temeva: gli uomini di coach Kerr si sono imposti 112-95, guadagnando comunque la 49esima vittoria in 58 partite disputate. I 27 punti di Steph Curry e i 24 di Klay Thompson risultano decisivi nel successo dei Warriors, che per larghi tratti della gara danno l’impressione di voler conservare energie utili per il resto della stagione.

Sono ben 142 i punti messi a segno da Houston nel successo di ieri notte contro Minnesota. Ai T’Wolves non sono stati sufficienti i 37 punti e 22 (!) rimbalzi di Towns: i Rockets vincono 142-130, 24 punti e 10 assist per James Harden. New York batte Philadelphia 110-109: decide un canestro di Carmelo Anthony all’ultimo respiro.

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