Christmas Day, Golden State spietata: Cleveland si arrende nel finale (99-92)

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La legge dei Warriors. La supersfida di Natale si colora di gialloblu: Golden State si impone 99-92 sui Cleveland Cavaliers e urla a tutto il mondo che i campioni hanno ancora fame. La corazzata di Oakland vince una battaglia senza esclusione di colpi, come era lecito aspettarsi dai due team che hanno disputato le ultime tre Finals.

I Warriors arrivavano all’attesissimo “Christmas Day” senza il loro uomo migliore: come ampiamente annunciato da diversi giorni, Steph Curry ha dovuto dare forfait a causa della distorsione alla caviglia destra. Golden State ha dimostrato (semmai ce ne fosse ancora bisogno) di poter vincere le grandi sfide anche senza lo “Splash Brother”. Kevin Durant e Klay Thompson hanno imperversato sul parquet della Oracle, ma il vero eroe di giornata è Draymond Green: per il 27enne una straordinaria tripla doppia (12+12+11), la ventesima della sua carriera.

Ma oltre alla sempre efficace fase d’attacco, la truppa di coach Kerr ha disputato un ottimo match anche dal punto di vista difensivo. Non era affatto semplice contenere le “bocche di fuoco” di coach Lue: se LeBron si è fermato a 20 punti (oltre a 6 rimbalzi e 6 assist), Kevin Love ha provato a regalare un Natale memorabile ai Cavs, ma i suoi 31 punti e 18 rimbalzi non sono bastati per tornare dalla California con un successo.

Anche i Cavs hanno delle assenze (Derrick Rose e Isaiah Thomas) e il primo tempo scivola via senza grandissime emozioni: per entrambi i team le percentuali al tiro sono tutt’altro che straordinarie. Golden State si fa notare in negativo per le troppe palle perse (11). All’intervallo i Warriors sono sopra di due (44-46), ma i ritmi sono decisamente blandi.

Nel secondo tempo Golden State rientra sul parquet con molta più vitalità. Cleveland si affida ancora a Love, ma Durant e Green trascinano i padroni di casa, che cominciano a trovare i primi mini allunghi. I Cavs restano tenacemente a contatto, fino al pareggio targato LeBron a due minuti dalla fine. Ma Golden State sa essere cinica e spietata: bomba da fuori di Thompson e difesa impenetrabile, con piccola polemica per un presunto fallo su King James a 24 secondi dal termine. I Cavaliers si bloccano; i Warriors la chiudono 99-92, conservano il miglior record NBA e danno per l’ennesima volta una concreta dimostrazione di forza.




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