Crollo Cavs, alla QLA gode Indiana (80-98). Houston ringrazia Harden

indiana cleveland




Il grande sorpresone in questo primo turno dei playoff è degli Indiana Pacers, che ammutoliscono la Quicken Loans Arena e rifilano a Cleveland una sconfitta netta tra le mura amiche (80-98): 1-0 per Oladipo e soci. In realtà stupisce fino ad un certo punto. D’altronde i Cavs avevano mostrato evidenti difficoltà in regular season, e spesso a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato quel fenomeno assoluto che risponde al nome di LeBron James. Il quarto posto alle spalle di Toronto, Boston e Philadelphia aveva già detto che i Cavaliers avrebbero faticato non poco contro i brillanti Pacers.

Tuttavia, in pochi si aspettavano un -18 già in gara 1, anche perchè LBJ non aveva mai perso il primo match del primo turno dei playoff. C’è sempre una prima volta, specie quando il tuo team non sembra quello degli anni passati e di fronte hai un avversario decisamente ostico, che difende perfettamente e affonda con il suo uomo migliore. Il dominatore della QLA è proprio Victor Oladipo: 32 punti per il (quasi) 26enne.

A nulla è servita l’ennesima tripla doppia in carriera di King James: 24 punti, 10 rimbalzi e 12 assist per LeBron, che ha guidato la disperata rimonta di Cleveland nella ripresa. Indiana, dopo un iniziale sbandamento, ha respinto gli assalti dei Cavs e ha vinto largamente: la serie è più equilibrata del previsto.

Paul George oro di Oklahoma. I 36 punti di PG permettono ai Thunder di aggiudicarsi la prima sfida contro gli Utah Jazz. Altra grande prova di Donovan Mitchell (27 punti), ma i padroni di casa avevano troppi assi nella manica: oltre a George, grande prova di Russell Westbrook, che ha messo a referto 29 punti conditi da 13 rimbalzi e 8 assist.

Fanno più fatica del previsto gli Houston Rockets per avere ragione dei Minnesota Timberwolves: 104-101 per la truppa di Mike D’Antoni, che ringrazia un monumentale James Harden (44 punti). I 35 punti (e 13 rimbalzi) di Antetokounmpo non bastano a Milwaukee: al TD Garden esulta Boston (113-107), che nonostante le pesanti assenze riesce a portare a casa un successo fondamentale.




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