Curry-Durant devastanti, Golden State strapazza Cleveland (132-113): Warriors sul 2-0

golden state cleveland Ok, era successo anche l’anno scorso. Prime due gare, doppia vittoria di Golden State e tutti i pronostici che davano già la franchigia di Oakland per campione NBA 2016. Invece sappiamo com’è andata a finire, con l’incredibile rimonta di Cleveland (da 1-3 a 4-3).

Stavolta, però, l’impressione è che quanto accaduto solo 12 mesi fa difficilmente potrà ripetersi di nuovo. Golden State – che festeggia il ritorno in panchina di Steve Kerr dopo l’infortunio alla schiena – ha praticamente dominato le prime due sfide: anche ieri sera il divario tra i due team è apparso evidente. I Warriors hanno una “luce negli occhi” devastante, derivata probabilmente dall’esito delle Finals 2016. E poi, quest’anno, c’è un Kevin Durant in più, che è giunto ad Oakland per prendersi il tanto agognato anello.

Cleveland ha provato a resistere allo tsunami gialloblu, ma qualsiasi argine sarebbe risultato instabile. LeBron James ha dato veramente tutto se stesso: l’ottava tripla doppia nelle Finals – 29 punti, 11 rimbalzi e 14 assist – non è bastata per pareggiare i conti nella serie. Nonostante l’ottima prova di Kevin Love (27 punti e 7 rimbalzi), non spalleggiato a dovere da un insufficiente Irving (19 punti), Cleveland ha palesato ancora una volta una certa ‘inferiorità’ rispetto ai Warriors. Alla Quicken Loans Arena, trascinati dal proprio pubblico, i Cavaliers dovranno tentarle tutte se vorranno ripetere il miracolo.

Golden State è soprattutto Steph Curry (32 punti, 10 rimbalzi e 11 assist, prima tripla doppia nei playoff) e KD, che ha messo a referto 33 punti, 13 rimbalzi ed un’eccellente prestazione difensiva. Ma è tutto il collettivo a girare alla perfezione, in particolare Thompson e Green: d’altronde, se i Warriors hanno vinto 14 gare su 14 in questi playoff qualcosa vorrà anche dire.

Cleveland resta in partita nel primo tempo, grazie alla verve di LeBron e Love che permettono ai campioni in carica di contenere la furia dei Warriors. Il vantaggio dei padroni di casa, però, aumenta considerevolmente nella ripresa: Curry diventa imprendibile, Durant non è da meno e al termine del terzo quarto è già +16. King James tenta una reazione, ma è tutto inutile: finisce 132-113 per Golden State, ai Cavs servirà di nuovo l’impresa.

 

 

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