Durant stellare, Golden State rimonta e batte San Antonio (110-107). Curry ko

durant golden state san antonio




Golden State ha un solo modo per non far scappare Houston: vincere. Ed è proprio ciò che fanno i gialloblu di Oakland, che ieri alla Oracle Arena hanno infilato il loro settimo successo consecutivo (110-107), mantenendosi così a strettissimo contatto con i Rockets (impegnati stanotte a Toronto) in vetta alla Western Conference.

La serata si preannunciava complicata visto il valore dell’avversario. I San Antonio Spurs sono giunti in California convinti di poter dare fastidio ai campioni in carica: una previsione azzeccata, dato che il match si è deciso nelle battute conclusive, con la tripla di Forbes del possibile overtime che non trova la retina.

Golden State può godersi l’ennesima, scintillante prestazione di Kevin Durant, che schianta la retroguardia di coach Popovich con 37 punti (14/26 dal campo, 4/7 da tre, 5/7 tl); ma nella vittoria dei Warriors ha un grande peso anche la tripla doppia di Draymond Green, che realizza 11 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. L’unica nota stonata in casa gialloblu è l’infortunio a Steph Curry, che dopo appena tre minuti di gioco rimedia una distorsione alla caviglia destra che lo costringe ad abbandonare la contesa. Kerr ha fatto sapere che lo “Splash Brother” volerà con la squadra a Portland (match contro i Blazers in programma stanotte, ndr) ma che non scenderà in campo.

Nonostante la perdita di Curry, i Warriors giocano comunque il loro basket. Tuttavia, San Antonio non è da meno, e grazie alla performance da urlo di LaMarcus Aldridge (30 punti e 17 rimbalzi) gli ospiti chiudono avanti il primo tempo. Anche nel terzo quarto gli Spurs sembrano più pimpanti: il parziale di 7-0 consente agli uomini di Popovich di arrivare all’ultima frazione avanti di nove lunghezze.

Ma gli Spurs non avevano ancora fatto i conti con un ciclone chiamato Kevin Durant. L’ex OKC realizza 15 degli ultimi 19 punti dei padroni di casa (12 di fila): a siglare il sorpasso ci pensa poi Green. I Warriors non la chiudono, e Forbes ha tra le mani la palla del supplementare, ma la sua tripla si infrange sul primo ferro.




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