Eliminare l’Hack-a-Shaq? Alvin Gentry (Pelicans) non è d’accordo: “Incomprensibile”




hack-a-shaq gentryEliminare l’Hack-a-Shaq? E’ questa la linea che sta portando avanti Adam Silver, il numero 1 della National Basketball Association. In sostanza, si tratterebbe di punire quei team che ricorrono al “fallo sistematico” negli ultimi minuti del match per mandare in lunetta quei giocatori poco abili nei tiri liberi. Il nome della “tattica” – inventata dall’ex coach dei Dallas Mavericks, Don Nelson, che la utilizzò ‘contro’ Dennis Rodman – si riferisce proprio a Shaquille O’Neal, che alla sua enorme qualità e prestanza fisica sotto canestro controbilanciava una bassissima percentuale alla lunetta.

Ma durante l’ultimo incontro tra gli ‘head coach’ della NBA si sono sollevate voci contrastanti sull’introduzione della nuova regola, che prevederebbe l’estensione della punizione (un libero e il possesso per la squadra che subisce l’intervento, ndr) per chi si rifugia nell’ Hack-a-Shaq dagli ultimi due minuti dell’ultimo quarto agli ultimi due di tutti e quattro i quarti. 

Si schiera sul fronte del “No” l’allenatore dei New Orleans Pelicans, Alvin Gentry, che ha definito ‘incomprensibile’ la volontà di modificare la regola “solo per venire incontro a tre giocatori (Dwight Howard, DeAndre Jordan e Andre Drummond, ndr) che semplicemente non sono bravi a fare una cosa: i tiri liberi”.

“Non credo sia giusto mettere un limite a quelle che sono le legittime strategie degli allenatori. Capisco lo spettacolo – ha aggiunto Gentry – ma io come coach devo pensare a tutto ciò che posso fare per far vincere la mia squadra nel rispetto delle regole. Certo, possiamo modificare la regola, ma a quel punto si potrebbe anche dire ‘Ehi, hai già due giocatori All-Star, non puoi prendere anche Kevin Durant!’, non credete?”.

MIAMI HEAT, OTTIMISMO PER IL RIENTRO DI CHRIS BOSH 

Dovrebbe essere finito il calvario di Chris Bosh. Secondo quanto riportato dal Miami Herald, Bosh dovrebbe riprendere a giocare grazie a degli anticoagulanti, per la gioia del coach degli Heat, Erik Spoelstra. L’anno scorso Bosh ha giocato 53 partite prima che sopraggiungessero i problemi fisici che lo hanno tenuto fuori per il resto della stagione.

 

 




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