Eterno Ginobili, gli Spurs affondano Boston (105-102). Indiana ferma la striscia dei Cavs

san antonio boston




Infinito Ginobili. A 40 anni suonati tocca alla stella dei San Antonio Spurs fermare l’ascesa dei Boston Celtics, che fino a quel momento pareva inarrestabile. In Texas la truppa di Stevens incappa nella quinta sconfitta stagionale (105-102) con la tripla del possibile supplementare, scoccata da Kyrie Irving, che si infrange sul ferro.

Boston era partita molto bene, mandando subito in crisi i meccanismi difensivi degli Spurs. I padroni di casa, frastornati dalla veemente partenza degli uomini “in verde”, faticavano a colpire anche in attacco: basti pensare che nei primi 4 minuti i Celtics mantengono immacolato il passivo. Popovich chiama timeout e mette subito ordine, consentendo ai suoi di riorganizzarsi e riavvicinarsi agli ospiti. Ma se da una parte Irving, Tatum e Rozier creano diversi problemi, dall’altra San Antonio capisce di avere un Ginobili in formato super: è proprio lui ad infilare la bomba da fuori che consente ai padroni di casa di mettere per la prima volta il muso avanti e chiudere il primo tempo avanti 56-55.

Il secondo tempo è un susseguirsi di emozioni. Boston prova a scappare, ma non riesce a scavare il solco decisivo: gli “Speroni” restano sempre a contatto, nonostante i 36 punti di Irving. Gasol (14 punti e 11 rimbalzi) non fa respirare Horford, mentre Aldridge (27 punti) è una cassaforte per coach Popovich. Sul 102 pari, a cinque secondi dalla sirena, Ginobili conquista il rimbalzo e piazza il capolavoro che manda San Antonio sul +3. L’ultima chance è per Kyrie, ma il suo tiro non trova la retina: vince San Antonio, ancora una volta grazie al suo eterno fuoriclasse.

Vince anche Golden State, che espugna Detroit (98-102) nonostante l’assenza di Steph Curry. Nel finale i Pistons potrebbero pareggiarla, ma Jackson sbaglia il tiro che sarebbe valso l’overtime. I liberi di Thompson sigillano il ventunesimo successo stagionale per i Warriors.

Si ferma a 13 la striscia di vittorie consecutive di Cleveland: gli uomini di coach Lue vengono abbattuti da uno strepitoso Oladipo (33 punti e 8 rimbalzi). Nonostante la tripla doppia sfiorata da LeBron James (29 punti, 10 rimbalzi e 8 assist) ad esultare è Indiana, che batte i Cavs 106-102.




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