Finals, Golden State beffa Cleveland: Warriors sul 3-0, titolo ad un passo




golden state cleveland L’anno scorso, dopo lo 0-2 nelle prime due gare, Cleveland aveva rialzato la testa, portando a casa almeno la prima delle due sfide alla Quicken Loans Arena. Quello che accadde dopo lo sanno tutti: da 1-3 a 4-3, un trionfo epocale che resterà per sempre nella storia dell’NBA.

Ma stavolta l’impressione è che non ci sarà nessun clamoroso ribaltone. Sì, perchè a differenza del 2016 Golden State ha vinto anche gara 3 (118-113), portandosi addirittura sul 3-0. Nessuno, prima d’ora, è riuscito mai a rimontare un tale svantaggio nella storia dei playoff. E’ vero che anche l’anno scorso si diceva la stessa cosa, e poi i Cavs si sono rivelati straordinari nello smentire ogni pronostico. Ma stavolta i Warriors (15 vittorie su 15 in questi playoff) sembrano davvero avere qualcosa in più.

Un qualcosa in più che risponde ovviamente al nome di Kevin Durant. D’altronde, se l’ex Thunder ha scelto la casacca gialloblu c’è un motivo. Anche KD voleva provare l’ebbrezza di risultare decisivo, di mettere la firma tangibile su un successo, su un titolo. E ieri Durant ha mostrato a tutto il mondo – semmai ce ne fosse ancora bisogno – ciò di cui è capace: 31 punti, di cui 7 negli ultimi 75 secondi. Un finale di gara in cui Golden State incenerisce le illusioni dei Cavaliers, avanti 113-107 a poco più di tre minuti dalla sirena grazie alle performance stellari dei soliti LeBron (39 punti, 11 rimbalzi, 9 assist) e di Irving (38 punti).

La bellissima partita di ieri è stata infatti decisa da uno straordinario parziale di 11-0 dei Warriors nel momento in cui conta di più, ovvero la fase finale. Proprio quel momento dove Cleveland si spegne: 0/8 al tiro negli ultimi 180 secondi. “Siamo in una situazione disperata, ma non possiamo che affrontarla”, ha detto King James. I Cavs, in questa gara 3, hanno dimostrato di poter essere all’altezza della corazzata di Oakland, ma tre sconfitte su tre match sono una sentenza inappellabile. Cleveland ha già fatto un miracolo dodici mesi fa, stavolta è costretta a superare anche sè stessa.




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