Finals, orgasmo Golden State: 4-1 ai Cavaliers, l’anello è gialloblu!

golden state cleveland anelloCampioni del Mondo! Secondo titolo in tre anni per i Golden State Warriors, che riscattano la bruciante sconfitta alle Finals 2016 e si vendicano proprio contro gli acerrimi nemici, quei Cleveland Cavaliers che nulla hanno potuto di fronte allo strapotere degli uomini in gialloblu.

I Cavs erano riusciti ad evitare lo “sweep” (il cappotto, ndr) vincendo gara 4 e tenendo accesa una piccola fiammella aggrappandosi proprio a quella rimonta straordinaria di dodici mesi fa (da 1-3 a 4-3). Ma stavolta i Warriors non hanno fatto nessun regalo: troppo più forte la truppa di coach Kerr, autentica dominatrice di questa NBA. Primo posto nella Western Conference, 15 vittorie su 16 in questi playoff, 4-1 in finale contro i campioni in carica: bastano questi numeri a testimoniare quanto Golden State meriti questo trionfo.

Rispetto all’anno scorso i Warriors avevano qualcosa in più. E quel qualcosa in più è rappresentato soprattutto da un giocatore fantascientifico come Kevin Durant: il suo è stato il trasferimento più chiacchierato dell’estate, ma a conti fatti ha avuto ragione KD. Che in gara 5 (terminata 129-120 per Golden State) è stato a dir poco mostruoso: 39 punti, con una media nelle Finals di 35,2. Non poteva che essere lui l’MVP di questo atto conclusivo.

Ma non c’è solo Durant. Golden State è una macchina da guerra, una corazzata impressionante: gli “Splash Brother” Curry e Thompson hanno girato a livelli altissimi, così come Draymond Green, senza dimenticare i vari Igoudala, Pachulia, West e Livingston. I più completi, i più forti. I Campioni del Mondo, meritatamente.

Cleveland ha fatto ciò che ha potuto. LeBron è stato come al solito strepitoso, ed è stato sempre ben sostenuto dal talento di Irving e Love. Ma non è bastato, non poteva bastare contro questi Warriors. Anche ieri Cleveland si era illusa di poter riaprire clamorosamente la serie, grazie ad un ottimo primo quarto che aveva messo paura al pubblico della Oracle Arena. Ma la profezia di Steph Curry (“Nessuna rimonta, la chiudiamo subito”) si è rivelata veritiera: Golden State va al riposo sul 71-60, respinge ogni tentativo di aggancio da parte dei Cavaliers nella ripresa e quando Curry mette dentro il 122-108, a 4 minuti dalla sirena, l’anello è praticamente cosa fatta. Onore ai Warriors, squadrone epocale.

 

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