Follia Harden, suicidio Houston: Boston rimonta da -26 e vince (99-98)

boston houston harden




Clamoroso al TD Garden. Boston vince una gara che sembrava ormai abbondantemente persa, Houston non si capacita di come sia stato possibile gettare alle ortiche un vantaggio di 26 punti. La gara tra i Celtics e gli Hornets è tutta qui: per oltre metà gara sul parquet si è visto un solo team, quello di Mike D’Antoni, che ha annichilito i padroni di casa, incapaci di reagire. Tutto questo fino alla metà del terzo quarto, quando Boston ha improvvisamente acceso l’interruttore e i Rockets sono pian piano usciti dal match. Fino all’incredibile epilogo.

La sconfitta di Houston (98-99) è passata tutta nelle mani di James Harden. Il “Barba”, a fine partita, sembrava guardare il vuoto, consapevole di aver commesso due errori troppo gravi per uno della sua levatura, che aspira oltretutto all’MVP. Ben due possessi totalmente regalati negli ultimi 7 secondi è un qualcosa che da Harden non ti aspetteresti mai: eppure prima la sgomitata con Smart che gli costa il fallo in attacco (e il conseguente canestro del sorpasso Celtics targato Horford), poi un altro fallo offensivo testimoniano come sia a Houston che alla sua stella più luminosa manchi ancora qualcosa sul piano mentale per raggiungere il livello più alto.

Nel primo tempo non c’è stata partita. Houston, seppur priva di Chris Paul e Clint Capela, trovava le giuste energie dalla coppia Harden-Gordon. Quando nel terzo quarto gli ospiti raggiungono il +26, in pochi al TD Garden arrivano ad immaginare una rimonta. Ma si sa, in NBA mai dire mai, specialmente quando in campo ci sono giocatori del calibro di Kyrie Irving, Marcus Smart e Al Horford. Coach Stevens si affida a loro e al sempre prezioso contributo di Rozier e Morris per tornare clamorosamente in partita. Harden infila dalla lunetta i liberi del +3 a 11 secondi dalla sirena: sembra fatta per D’Antoni, ma prima la schiacciata di Tatum, poi la doppia follia del “Barba” regalano ai Celtics un successo destinato a restare impresso nella memoria di tutti i tifosi di Boston.




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