Golden State batte i Lakers nonostante le assenze (117-106). Washington beffa Boston dopo 2 OT

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Buona parte delle attenzioni dei media erano catalizzate sul match in programma alla Oracle Arena tra i Golden State Warriors e i Los Angeles Lakers. La motivazione era duplice: da una parte risultava interessante capire se i campioni in carica sarebbero stati in grado di riprendere la marcia dopo due sconfitte consecutive, dall’altra se i losangelini fossero invece in grado di proseguire nel loro momento positivo, con uno score che recitava otto vittorie nelle ultime dieci gare.

L’occasione per i Lakers era ghiotta. Golden State doveva fare a meno di Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green. Il primo dovrà stare ai box almeno altre tre gare, per il secondo si parla addirittura di due settimane di stop. Green, invece, accusa un dolore alla spalla e coach Kerr non ha voluto rischiarlo. Nonostante l’emergenza, i Warriors hanno dimostrato a tutti che le alternative a disposizione possono svolgere a pieno il compito. Oltre al solito Kevin Durant, che mette a referto 26 punti (più sei assist), l’intero quintetto gialloblu va in doppia cifra: Young, Casspi, Livingston, ma il dato che fa più notizia è quello di Cook, che totalizza il suo career high (13 punti).

I gialloviola avevano le loro attenuanti. Le assenze pesanti di Ingram e Kuzma e la fatica accumulata nella gara del giorno prima a Denver sono problematiche che alla lunga hanno avuto il loro peso. Tuttavia, dagli uomini di Walton forse ci si attendeva qualcosa in più.

Dopo un primo tempo molto equilibrato, chiuso sul 55 pari, Golden State mette il turbo nel terzo quarto, arrivando a toccare il +14. I Lakers provano a riavvicinarsi, ma i Warriors spengono ogni velleità ospite e tornano al successo (117-106) dopo due ko.

Clamoroso successo dei Wizards, che al TD Garden vanno sotto di 20 punti contro i Boston Celtics ma trovano le forze per rimontare e vincere (124-125). Ci vogliono due overtime per decretare un vincitore in una sfida dalle emozioni forti: Tatum ha la palla dell’ennesimo sorpasso, ma il suo tiro finisce sul secondo ferro, per la gioia incontenibile della panchina di Washington.




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