Golden State, la mossa clamorosa: boicottato l’invito di Trump?

golden state trump Primo posto nella Western Conference, 15 vittorie su 16 ai playoff, 4-1 in finale contro la rivale più accreditata, i campioni in carica dei Cleveland Cavaliers che l’anno scorso avevano rifilato una beffa atroce alla truppa di coach Kerr.

Golden State è la squadra più forte di questa NBA, e l’ha dimostrato dominando la stagione in lungo e in largo, migliorando settimana dopo settimana e acquisendo una sempre maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Ha retto a qualsiasi urto, in particolare all’infortunio alla schiena patito dal proprio coach che ha costretto Kerr a guardarsi diverse partite dei playoff dal divano di casa. Nel momento decisivo, i Warriors hanno schiacciato la testa a tutti gli avversari, concedendo un solo match a Cleveland più per l’orgoglio Cavs di non subire lo “sweep” (il cappotto, ndr) e di non veder festeggiare i gialloblu alla Quicken Loans Arena.

Secondo titolo negli ultimi tre anni per i Warriors, che quest’anno potevano disporre di un’arma in più. E che arma! Kevin Durant è stato senza dubbio l’elemento chiave di questa post-season, con i suoi 35,2 punti di media (e i 39 nella decisiva gara 5). Tutto perfetto, quindi, nel meccanismo di Golden State, talmente d’acciaio che i Warriors potrebbero addirittura concedersi una “prova di forza” che avrebbe del clamoroso.

Stando ad alcune indiscrezioni trapelate dalle fonti USA, pare che l’intero spogliatoio di Golden State stia meditando sulla possibilità di boicottare l’invito di Donald Trump alla Casa Bianca (come avviene di consueto per le squadre vincitrici, ndr). Un precedente c’è già: in NFL, sei giocatori dei campioni in carica dei New England Patriots decisero di non recarsi dal neo presidente americano. Nel caso di Golden State sarebbe addirittura tutta la rosa a prendere questa posizione, dato che nessuno digerisce la politica populista e nazionalista del tycoon.

L’ufficio stampa dei Warriors ha emesso un comunicato che non chiarisce la questione: “Non abbiamo ricevuto un invito dalla Casa Bianca, ma prenderemo decisioni a riguardo quando e se necessario”.

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