Golden State non incanta ma vince. Houston e Boston crollano in casa

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Si vince anche così. Lo sa bene coach Kerr: per arrivare in cima alla Conference e costruire il successo finale, bisogna passare anche per vittorie non luminosissime dal punto di vista del gioco. Ciò che conta, in certi casi, è solo e soltanto l’obiettivo. Golden State ieri sera non è stata brillantissima, ma ha ottenuto quello che voleva contro Memphis (97-84).

Decimo successo consecutivo per i Warriors, che si sono presentati senza Curry, Green, Pachulia, Green, Iguodala e Livingston. Ma la forza dei gialloblu di Oakland sta nel riuscire a reperire risorse in qualsiasi elemento del proprio roster: una caratteristica che permette ai campioni in carica di far fronte anche alle numerose assenze.

I Grizzlies hanno provato ad approfittare dell’infermeria piena dei padroni di casa. Nel primo quarto gli ospiti spaventano la Oracle Arena, portandosi anche sul +11. Ma è un fuoco di paglia. Giusto il tempo di far carburare Klay Thompson. Lo “Splash Brother” è in forma smagliante, e si vede: 29 punti, di cui 27 solo nel primo tempo. Kevin Durant non è da meno (22 punti e 8 rimbalzi) e i Warriors trovano facilmente il sorpasso. Ma i Grizzlies non ci stanno, e vogliono giocarsela fino in fondo: quando gli ospiti tornano a soli 4 punti, coach Kerr capisce che è arrivato il momento di affidarsi alla panchina. Entrano West e Young, e Golden State rimette le cose a posto, prima della “bomba” di KD che regala ai campioni il +14.

La buona serata di Golden State diventa ottima grazie alle notizie che provengono da Houston. Al Toyota Center i Lakers fanno il colpaccio: i gialloviola, dopo aver sfiorato l’impresa contro i Warriors, sgambettano i Rockets (122-116) nonostante un James Harden spaventoso (51 punti!). L’eroe di giornata per LA è Kuzma, che realizza il suo career high (38 punti).

Crolla anche Boston. Ad ammutolire il TD Garden ci pensa Miami: 89-90 per gli Heat, con uno strepitoso Olynyk (32 punti). Irving ne fa 33, riporta i Celtics a -1 nel finale, ma sbaglia poi il jumper del sorpasso.




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