Golden State umiliata da Oklahoma (105-125). Crollano anche Celtics e Cavs

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Coach Kerr l’aveva detto qualche giorno fa: “Siamo alla frutta, dovremmo tirare il fiato”. Ma prima della pausa per l’All Star Game ci sono ancora diverse partite da giocare, e Golden State sta mostrando tutte le sue difficoltà. Ieri, all’Oracle Arena, i campioni in carica sono affondati contro gli Oklahoma Thunder: 105-125 per gli uomini di coach Donovan, trascinati dagli incontenibili Russell Westbrook e Paul George.

Golden State incassa così la terza sconfitta nelle ultime 4 gare (la seconda consecutiva): non basta la performance del grande ex di turno, Kevin Durant, che mette a referto 33 punti. Oklahoma dimostra ancora una volta di esaltarsi nei match contro le squadre più forti della Lega: dopo aver giustiziato Houston, Toronto e Cleveland, è toccato anche a Golden State soccombere sotto i colpi della premiata ditta Westbrook-George. Russell ha infilato 34 punti, 9 rimbalzi e 9 assist, PG-13 ne ha messi altri 38: è grazie a loro che i Thunder sono riusciti ad espugnare largamente il parquet più difficile di tutta l’NBA e a mettere fine alla serie di 4 sconfitte consecutive.

Oklahoma schiaccia il piede sull’acceleratore già nel primo tempo. L’unico che prova a resistere è proprio Durant, ma KD predica nel deserto, dato che Curry e Thompson non riescono a fornire il solito supporto in attacco. Westbrook è un incubo per la difesa dei Warriors, e quando all’inizio dell’ultimo quarto Green viene espulso sul match cala definitivamente il sipario.

Non va tanto meglio a Boston e Cleveland. I Celtics cadono fragorosamente in Canada: i Raptors si impongono 111-91 con uno splendido Kyle Lowry (23 punti e 8 rimbalzi). Prova davvero negativa per Boston, che non trova soluzioni efficaci nemmeno in Kyrie Irving (17 punti) e vede Toronto avvicinarsi sempre più in vetta alla Eastern.

Altra figuraccia per Cleveland, che perde addirittura di 18 in casa degli Orlando Magic. Secondo tempo da incubo per gli uomini di Lue, che avevano chiuso il primo tempo avanti di 16 lunghezze (25 punti 10 rimbalzi e 5 assist per LBJ). Terzo periodo da favola per Jonathan Simmons, che mette dentro 22 dei suoi 34 punti complessivi.




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