Hall of Fame FIBA, entra anche l’ex varesino Raga




hall of fame fiba Una cerimonia bellissima e come sempre emozionante, quella di sabato sera nella sede FIBA a Mies, che ha celebrato l’ingresso dei nuovi membri nella Hall of Fame. 

Allenatori, dirigenti, giocatori: la Hall of Fame della pallacanestro, istituita nel 2007, racchiude tutti gli ultimi 75 anni del basket mondiale, ovvero dalla nascita della FIBA ad oggi.

Anche il nostro Paese è ben rappresentato in questa speciale ‘elite’: su tutti, troviamo Dino Meneghin – vincitore di 12 scudetti e 7 coppe dei campioni, oltre a 4 medaglie tra Europei e Olimpiadi – ma anche giocatori del calibro di Pierluigi Marzorati (che ha vestito per anni le casacche di Cantù e della Nazionale) e Cesare Rubini, storico coach dell’Olimpia Milano.

E anche quest’anno la Hall of Fame si colora un pò di azzurro: tra gli atleti entrati a farne parte, c’è anche Manuel Raga, che pur essendo nato in Messico ha giocato per ben 6 anni con la Pallacanestro Varese, vincendo 3 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 3 Coppe Italia e 2 Intercontinentali. Proprio per essere stato tra i protagonisti di quel periodo trionfale, la città di Varese nel 2010 ha voluto nominarlo cittadino onorario con una cerimonia che ha visto la presenza di circa 2500 persone. Non a caso, una volta giunta la notizia del suo ingresso nella Hall of Fame, le prime congratulazioni sono giunte proprio dalle società biancorossa.

Altri nomi importanti inseriti nella Hall of Fame FIBA sono Hakeem “The Dream” Olajuwon – che ha vinto due volte l’anello con gli Houston Rockets e l’oro olimpico a Barcellona ’92 con lo storico Dream Team statunitense –  il greco Panagiotis Fasoulas, lo spagnolo Juan Antonio San Epifanio, l’australiana Michele Margareth Timms, l’ex cestista ed allenatore argentino Jorge Canavesi e anche l’ex commissioner NBA David Stern, per il suo contributo dato alla pallacanestro.

Il presidente della FIBA, Horacio Muratore, non ha nascosto la sua grande gioia per i nuovi ingressi. “Il loro contributo dentro e fuori dal campo ha avuto un impatto positivo per la pallacanestro inimmaginabile. Un riconoscimento davvero meritato”.




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