Harden show, Houston batte Memphis. I Clippers vincono a Chicago




harden houston La sfida tra Houston e Memphis, terminata 123-108 per i padroni di casa, era rimasta equilibrata all’incirca fino alla fine del primo tempo. I Grizzlies erano riusciti a tenere bene il campo, rispondendo colpo su colpo ad una delle formazioni migliori della Lega.

Poi è accaduto quello che accade di solito: James Harden ha deciso che l’equilibrio andava spezzato. Il “Barba”, al rientro sul parquet dopo la sirena di metà gara, ha messo dentro 20 punti, 4 rimbalzi e 3 assist nel solo terzo quarto. Un autentico uragano che si è abbattuto sulla difesa di Memphis, che fino a quel momento aveva retto egregiamente l’urto dei Rockets. In tutto, Harden ha totalizzato 33 punti, 11 assist e 7 rimbalzi: un’altra prestazione maiuscola, di cui si è giovato anche Clint Capela (24 punti e 11 rimbalzi). Senza dimenticare Eric Gordon, che ha toccato quota 180 triple partendo dalla panchina: nessuno nella storia della NBA ha fatto meglio di lui. Coach D’Antoni può certamente dirsi soddisfatto: la sua squadra è viva più che mai ed è pronta a dare l’assalto ai San Antonio Spurs, per regalare al coach la 500esima vittoria nella sua carriera da allenatore.

La sbornia dopo l’esaltante successo contro Golden State avrà fatto male ai Chicago Bulls, che si sono dimostrati per l’ennesima volta squadra incostante e incapace di fare il definitivo salto di qualità. Allo United Center passano i Los Angeles Clippers 91-101, nonostante un primo tempo tutto di marca Bulls (che si erano portati anche sul +10, ndr). Nella ripresa i losangelini schiacciano il piede sull’acceleratore, sorpassano Chicago con le prodezze di Griffin e Crawford e vanno a prendersi un successo che li riavvicina al quarto posto ad Ovest.

Nettissimo successo di Detroit sul parquet di Philadelphia (106-136). Sono cinque i Pistons che vanno in doppia cifra: Caldwell-Pope a 26 punti, Marcus Morris a 22, Tobias Harris a 20, oltre ad Andre Drummond (14+14 rimbalzi) e Ish Smith (11+13 assist) in doppia doppia. I 76ers, senza Embiid, pagano dazio.




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