Houston ferma Portland: al Moda Center esulta D’Antoni (111-115). Suicidio OKC a Boston

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Tutti i riflettori dell’NBA erano puntati sulla super sfida di giornata tra Portland e Houston. Al Moda Center si affrontavano i due team più in forma della Lega: da una parte i Blazers di coach Stotts, reduci da 13 successi consecutivi; dall’altra il transatlantico Houston, sapientemente guidato da Mike D’Antoni, forte di 22 vittorie nelle ultime 23 gare.

Spettacolo doveva essere, e spettacolo è stato. Le due squadre hanno dato vita ad una contesa senza esclusione di colpi, e il livello di gioco raggiunto ha fatto credere al pubblico di Portland di trovarsi già ai playoff, tanto era l’intensità.

L’hanno spuntata i Rockets (111-115), semplicemente perchè i texani hanno James Harden. Il “Barba” ha fatto il bello e il cattivo tempo, totalizzando 42 punti (e 7 assist, ndr) e avvicinandosi sempre più al tanto agognato titolo di MVP. Harden, come di consueto, viene coadiuvato nel migliore dei modi da Chris Paul (22 punti), che risulta importante anche a rimbalzo (8 in tutto), dove per una sera fa un pò fatica Clint Capela (e in questa stagione è una notizia).

Portland esce sconfitta dopo 13 W, ma non viene affatto ridimensionata. Il team di Stotts tiene testa ai fortissimi Rockets per tutta la durata del match, grazie agli ottimi Lillard (20 punti e 6 assist) e Aminu (22). I Blazers cominciano l’ultimo quarto avanti di un punto, ma quando Harden decide che l’ago della bilancia deve spostarsi a favore dei biancorossi non c’è difesa che tenga. Ci pensa poi Paul dalla lunetta a blindare l’ennesimo successo di Houston.

Oklahoma sa sempre stupire, sia in positivo che in negativo. Dopo un periodo particolarmente felice, ecco riapparire i soliti Thunder, ovvero quelli che riescono a gettare al vento un match praticamente vinto. A 15” dal termine OKC è avanti di 5 al TD Garden. Sembra fatta, ma succede l’impensabile: tripla di Rozier, Anthony fa 0/2 ai liberi, e bomba da fuori di Morris per l’incredibile sorpasso degli incerottatissimi Celtics (100-99). L’ultimo tiro di Westbrook (27 punti e 7 assist) finisce sul ferro.




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