Houston implacabile, Minnesota ko (100-119): D’Antoni sul 3-1. Utah batte ancora OKC

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Dopo i pareggi messi a segno da Washington e Milwaukee contro Toronto e Boston, anche i tifosi dei T’Wolves speravano di impattare la serie contro Houston. Gara 3 aveva fatto ben sperare, e il Target Center era pronto a vivere un’altra impresa degli uomini di coach Thibodeau.

Per metà partita, le speranze erano quanto mai concrete. Minnesota stava tenendo testa al team con il miglior record in NBA, a quei Rockets che avevano dominato la Western Conference, distanziando anche una corazzata come Golden State. Primo tempo da applausi per Minnie, nonostante la confusione di Towns e gli infortuni di Teague e Jones, costretti a lasciare il parquet per diversi minuti.

Quando Minnesota vola sul +7, la mente va subito alle gare del giorno prima e alla possibilità di avere anche qui una serie equilibrata fino all’ultimo. Ma l’illusione dei padroni di casa non dura molto. Houston, squadra eccezionale, riesce a concludere un primo tempo complicatissimo sotto di un solo punto (50-49). Nella ripresa, il team di coach D’Antoni rientra in campo con un’altra faccia.

James Harden (36 punti) e Chris Paul (25) cominciano a mostrare tutto il loro potenziale: subito break di 11-0 che frastorna i locali. Il “Barba” continua ad imperversare nella difesa dei Lupi, Capela diventa il solito gigante a rimbalzo e Houston conclude il terzo quarto con 50 punti realizzati. Minnesota non può più nulla, i Rockets vincono (100-119) e tornano in Texas avanti 3-1.

Donovan Mitchell ufficialmente nella storia degli Utah Jazz. Il 21enne diventa il primo rookie a siglare 33 punti in una gara dei playoff della franchigia di Salt Lake City: abbattuto il record di Karl Malone, che si era fermato a 31. Una prestazione impressionante, che permette a Utah di imporsi su Oklahoma (113-96) e di portarsi sul 3-1 nella serie. Thunder ad un passo dall’eliminazione, nonostante i 32 punti di Paul George e la doppia doppia (23 punti e 14 rimbalzi) di Russell Westbrook.

 




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