Houston e Toronto imprendibili. Golden State e Cleveland ancora ko

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Volano solo Houston e Toronto. Le prime della classe delle rispettive Conference continuano la loro cavalcata solitaria, anche perchè le dirette inseguitrici sembrano ormai aver definitivamente mollato la presa. Il team di Mike D’Antoni ha conquistato ieri sera la vittoria stagionale numero 61: tutto facile per i texani al Toyota Center contro i Chicago Bulls (118-86) nonostante l’assenza di James Harden.

Stesso discorso per i Raptors, che hanno faticato maggiormente rispetto ai Rockets. Il match dell’Air Canada Centre è stato piuttosto difficile per gli uomini di coach Casey: i Nuggets hanno lottato con grande determinazione fino agli ultimi minuti, trascinati da uno stupendo Jokic (29 punti, 16 rimbalzi e 8 assist). Denver tocca il -3 a 11 secondi dalla sirena, ma i liberi di VanVleet consegnano il successo a Toronto (114-110).

In un colpo solo sono crollate Golden State, Cleveland e San Antonio. Il ko che fa più rumore è certamente quello dei gialloblu di Oakland, che perdono nuovamente alla Oracle Arena: stavolta il ruolo del giustiziere tocca agli Indiana Pacers, in lotta con i Sixers per la quarta piazza a Est. I Warriors, privi di Curry, Durant, Thompson e Green, non possono fare granchè. Dopo un buon primo tempo, la truppa di Kerr si scioglie e Indiana ne approfitta, con Oladipo (24 punti e 6 assist) che fa venire il mal di testa alla difesa dei campioni in carica: i Pacers vincono 81-92, Golden State attende il rientro delle proprie stelle.

Cade malamente anche Cleveland, che a Miami si fa dare una lezione dagli Heat: 98-79 per i padroni di casa, che sono ormai ad un passo dalla matematica qualificazione ai playoff. Prestazione “normale” per LeBron James, che mette a referto solo 18 punti.

Al Verizon Center esulta Washington, che batte San Antonio (116-106) e si consolida al sesto posto nella Eastern Conference. Popovich deve rinunciare nel secondo quarto a LaMarcus Aldridge, uscito per infortunio al ginocchio, e gli Spurs non reggono più il passo dei Wizards, che tocca anche il +20 per poi gestire nel finale.




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