Houston è un carrarmato: espugnata anche Oklahoma (112-122). Golden State batte i Nets

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La prima squadra a raggiungere le 50 vittorie in regular season è Houston. Basta questo a spiegare la stagione dei Rockets, che ieri hanno infilato la sedicesima vittoria consecutiva grazie al 112-122 che ha permesso ai texani di espugnare il parquet di Oklahoma e mantenere la vetta della Western Conference.

Il team di Mike D’Antoni aveva di fronte un duro ostacolo. Un’insidia notevole, specialmente per chi proviene da 15 successi di fila. Ma i biancorossi, pur non mostrando una pallacanestro scintillante, si fanno ammirare per la forza del collettivo, che esalta la qualità di due giocatori straordinari come James Harden e Chris Paul. A tutto questo, si aggiunge un’organizzazione difensiva da spavento, con Tucker bravissimo a rimbalzo.

Houston ha tutto quello che non hanno i Thunder. In primis la continuità. Il team di coach Donovan continua a mostrarsi estremamente altalenante e davvero poco incisivo contro le dirette rivali per i playoff. Oklahoma sembra destarsi e reagire solo quando la situazione è ormai compromessa: troppo poco per fare paura a questi Rockets. I 32 punti di Russell Westbrook sono l’unica nota positiva, oltre al buon primo tempo di Carmelo Anthony, che però si dissolve nella ripresa.

Houston costruisce il suo successo tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto: a sei minuti dalla sirena i Rockets sono sul +19, e il pubblico della Chesapeake capisce che i giochi sono fatti. Tuttavia, i Thunder hanno una reazione d’orgoglio che lascia qualche speranza ai tifosi locali, ma Houston concede poco e gestisce abilmente il vantaggio.

Per 3/4 di gara Brooklyn fa una splendida figura alla Oracle Arena, tenendo testa alla corazzata Golden State. Sono quei momenti dove c’è bisogno del fuoriclasse per avere la meglio: i Warriors hanno Steph Curry, che fa tirare un sospiro di sollievo a coach Kerr. Russell e Carroll avevano permesso ai Nets di rimontare uno svantaggio pesante (-21), ma lo “Splash Brother” (34 punti) sale in cattedra alla fine del terzo quarto e piazza lo strappo decisivo: 114-101 per i gialloblu di Oakland, che proseguono il loro emozionante testa a testa con Houston.




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