L’appello delle stelle NBA: “No al razzismo, basta violenze!”




razzismo nbaUn appello comune per dire no al razzismo. Lo hanno fatto la scorsa notte 4 campionissimi dell’NBA in occasione dei “2016 ESPYS”, i premi assegnati dalla ESPN: Carmelo Anthony, Chris Paul, Dwyane Wade e LeBron James si sono presentati insieme sul palco dell’evento e hanno rivolto un appello a tutti i loro colleghi, affinchè si impegnino sempre più nel sociale, in modo da vincere le discriminazioni e abbattere ogni forma di razzismo.

Un gesto fortemente significativo, che giunge dopo una lunga serie di episodi cruenti che hanno scosso l’America, come la strage di Orlando e le fortissime tensioni tra afroamericani e polizia, sfociate nel sangue a Dallas, Baton Rouge e Saint Paul.

Il primo a prendere la parola è stato Chris Paul. “Generazioni fa, leggende come Jesse Owens, Jackie Robinson, Muhammad Ali, John Carlos, Tommie Smith, Kareem Abdul-Jabbar, Jim Brown, Billie Jean King, Arthur Ashe e tanti altri – ha affermato Paul – sono stati un esempio di quello che un atleta dovrebbe rappresentare e abbiamo scelto di seguire le loro orme”.

Poi è stata la volta di Carmelo Anthony. “Il sistema e’ a pezzi – ha rincarato la dose Anthony – Non possiamo ignorare la realta’ di quello che sta accadendo negli Stati Uniti. Gli eventi delle ultime settimane hanno dimostrato l’ingiustizia, la sfiducia e la rabbia che colpiscono cosi’ tanti di noi. I problemi non sono nuovi come non e’ nuova la violenza e non sono nuove le differenze razziali ma l’urgenza di un cambiamento oggi ha raggiunto il suo apice“.

“Basta col profiling razziale, basta con la mentalita’ dello sparare per uccidere – le parole di Wade, di recente approdato ai Chicago Bulls – Bisogna smetterla di non dare valore ai cadaveri della gente di colore ma bisogna smetterla anche con la rappresaglia. Basta alla violenza senza fine a colpi di pistola in posti come Chicago o Dallas, senza dimenticare Orlando. Quando e’ troppo e’ troppo. E come atleti, e’ il momento di fare piu’ di quello che gia’ facciamo, non e’ facile ma e’ necessario”.

L’ultima parte dell’appello non poteva che toccare a LeBron James, fresco vincitore dell’anello con i suoi Cleveland Cavaliers e di cinque premi “ESPYS”, compresi quelli di miglior atleta e miglior giocatore Nba.

“Stasera stiamo onorando la memoria di Muhammad Ali, il piu’ grande di sempre – ricorda LeBron – Ma se vogliamo rendere giustizia alla sua eredita’, usiamo questo momento per chiamare all’azione tutti gli atleti professionisti, perche’ dobbiamo educare la gente, approfondire questi argomenti, alzare la voce, usare la nostra influenza e rinunciare a ogni forma di violenza. Ma soprattutto dobbiamo tornare nelle nostre comunita’, investire il nostro tempo e le nostre risorse e aiutarle a ricostruirsi, a rafforzarsi, a cambiare. Tutti dobbiamo fare di piu’. E’ il momento di guardarci allo specchio e chiederci: ‘cosa stiamo facendo per cambiare tutto questo?”.

 




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