Le Olimpiadi, il “Dream Team” e quella conferenza stampa di Charles Barkley…




barkley dream teamOgni settimana, il blog del sito “Nba.com” chiede ai propri inviati in tutto il mondo un’opinione sui temi più attuali e importanti che riguardano la NBA o il basket in generale. Con le Olimpiadi di Rio 2016 ormai alle porte, la domanda è inerente alle memorie singole di ogni giornalista, ovvero le partite e i momenti davvero indimenticabili della Nazionale statunitense ai Giochi Olimpici.

Uno dei ricordi più belli è quello raccontato da David Aldridge, che in realtà lavora come giornalista di TNT, il canale televisivo a pagamento di proprietà del magnate Ted Turner. “Una conferenza stampa a Barcellona, in Spagna, il giorno prima dell’esordio della squadra olimpica maschile degli Stati Uniti – il “Dream Team” – alle Olimpiadi 1992. Avevano appena giocato il Torneo delle Americhe a Portland, contro avversari davvero poco competitivi, tanto che i giocatori delle squadre avversarie erano più preoccupati a chiedere foto con i campioni NBA che a giocare. Nessuno pensava che quella squadra di fenomeni potesse perdere anche una sola partita, ma c’era una certa preoccupazione sul fatto che, dopo aver giocato tante partite semplici, l’abitudine alle ‘gare vere’ poteva venire meno. Senza dimenticare che in molti erano contrari alla presenza dei giocatori NBA ai Giochi Olimpici – prosegue Aldridge – e il clima non era troppo favorevole alla Nazionale statunitense”.

Ad ogni modo, nel corso di quell’intervista, come ricorda il giornalista di TNT, qualcuno chiese a Charles Barkley quello che sapeva sull’Angola, ovvero l’avversario con cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto scontrarsi nella prima partita.

“Non so molto dell’Angola – rispose Barkley – ma so soltanto una cosa: sono in un sacco di guai“. Una frase rimasta celebre, e che diede lo slancio decisivo alla cavalcata trionfale della Nazionale statunitense, che andò a conquistare l’oro sbaragliando la concorrenza e distruggendo in finale la Croazia, battuta 117-85. Chissà se gli USA di Mike Krzyzewski saranno capaci di fare altrettanto.

 

 




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