LeBron trascina Cleveland: Charlotte beffata. Curry e Thompson distruggono i Bulls

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La crisi personale di Derrick Rose – che starebbe pensando anche al ritiro, ndr – ha evidentemente turbato l’ambiente di Cleveland, rischiando di compromettere la risalita al vertice della truppa di coach Lue.

Anzi, diciamo subito che senza un LeBron James semplicemente impressionante i Cavs sarebbero usciti sconfitti nella gara contro Charlotte alla Quicken Loans Arena. Invece, proprio perchè LBJ esiste e veste la canotta dei Cavaliers, le cose sono andate diversamente: tripla doppia per King James (27 punti, 16 rimbalzi e 13 assist) e nuova grande prova di carattere nelle battute finali, quando LeBron ha praticamente preso per mano Cleveland permettendole di recuperare un match che stava scivolando via.

Grazie al suo straordinario top player, coach Lue può così godersi la settima vittoria consecutiva. In realtà Cleveland ha anche difeso bene, probabilmente ‘aiutati’ dalle prestazioni non eccezionali di Kemba Walker e Lamb. Sta di fatto, però, che gli Hornets sono stati ad un passo dal conquistare un successo di grande prestigio. Finchè non è intervenuto LBJ, che ha infilato 5 punti consecutivi per il pareggio Cavs ad 1’48” dal termine. Il libero di Smith vale il 100-99, prima del doppio errore di Walker che condanna definitivamente Charlotte.

49 punti. Questa la differenza attuale tra gli scatenatissimi Golden State Warriors e i Chicago Bulls, praticamente asfaltati alla Oracle Arena (143-94). E dire che coach Kerr doveva fare a meno di pedine come Durant e Green; ma quando hai a disposizione gli “Splash Brother” si può sempre ovviare alle difficoltà. Curry e Thompson mettono a referto 62 punti (con 7 rimbalzi di Steph) e per i Bulls, che pure giocano un bel primo quarto, non c’è più niente da fare: nona sconfitta nelle ultime dieci gare per gli uomini di Hoiberg.

Boston si rialza subito. Dopo la battuta d’arresto di Miami, che ha interrotto una serie di 16 vittorie consecutive, i Celtics riprendono la marcia regolando i Magic 118-103 al TD Garden. Man of the match il solito Kyrie Irving, che chiude con 30 punti. Dopo la sbornia contro i Warriors, ecco l’incostante Oklahoma che tutti conosciamo: alla Chesapeake Energy Arena passa Detroit (98-99) nonostante la tripla doppia di Westbrook (27 punti, 11 assist e 11 rimbalzi).




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