NBA, Golden State strapazza Detroit. Super Gallo a Londra nel trionfo di Denver




golden state detroit denver Golden State comincia a fare davvero paura. Ieri è stata una di quelle partite dove i Warriors hanno dimostrato tutto il loro potenziale: senza nemmeno accelerare troppo, gli uomini di coach Kerr si sono largamente imposti sui Pistons 127-107, conquistando così la 34esima vittoria in 40 match disputati.

GS a tutta, quindi, ma Detroit davvero deludente. Fino ad ora, la franchigia del Michigan è una delle formazioni che ha più tradito le aspettative di inizio stagione. Qualcosa che i Pistons confermano anche in questa sfida: confusionari, senza idee, arrendevoli fin da subito. Unica attenuante l’infortunio di Caldwell-Pope dopo soli 4 minuti, ma questi Pistons devono senza dubbio migliorare (e di molto) se vogliono guadagnarsi un posto nei playoff.

Golden State, come detto, fa la sua partita senza neppure dannarsi troppo. Il primo quarto si chiude con un vantaggio lieve (37-30) per i gialloblu di Oakland, e nei secondi 12′ i Pistons riescono addirittura a mettere il muso davanti, prima del nuovo sorpasso di GS, che va all’intervallo avanti di due lunghezze (60-58).

Ma nella ripresa Detroit va completamente nel pallone. Gli uomini di Van Gundy affondano sotto i colpi di Durant, Curry e Thompson (rispettivamente 25, 24 e 23 punti): già sul finire del terzo quarto la gara è praticamente segnata. Negli ultimi 12′ Kerr fa entrare le riserve: cambia poco, i Warriors vanno sempre ad alta velocità e chiudono con un confortante +20.

Delirio Nuggets a Londra. In una delle sfide NBA disputate in Europa, è Denver ad avere nettamente la meglio su Indiana (140-112). Dopo 5 sconfitte consecutive (al contrario di Indiana che veniva da 5 vittorie, ndr), i Nuggets si riscattano pienamente, beccandosi tanti applausi dal pubblico della O2. E fa una gran figura anche il ‘nostro’ Danilo Gallinari: 18 punti, 2 rimbalzi e 3 assist, prestazione davvero positiva. Indiana si è affidata a Miles (20 punti), ma ai Pacers è mancato Paul George: davvero negativa la sua prova.




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