NBA, la rivincita di Golden State: distrutti i Cavs (126-91)




golden state cavs Dopo il match di Natale visto praticamente da tutto il mondo, si erano sprecati gli elogi per la “forza mentale” dei Cavaliers e la ‘bellezza incompiuta’ dei Warriors, che si erano fatti rimontare anche stavolta da Cleveland subendo la beffa nel finale (canestro strepitoso di Kyrie Irving). Un ko che arrivava dopo le tre sconfitte delle Finals 2016 che erano costate l’anello agli uomini di coach Kerr. Insomma, quattro mazzate in fila devono aver davvero fatto imbestialire Golden State, che ieri sera ha sfogato tutta la sua rabbia contro la grande rivale (e campione in carica).

Come una bestia feroce che azzanna la sua preda senza pietà, così GS ha attaccato i Cavs fin dal primo minuto, riducendoli a brandelli. Basti pensare che il primo tempo si è concluso 78 a 49, con la bomba da fuori di Steph Curry sulla sirena a suggellare un dominio praticamente incontrastato: l’Oracle Arena, in estasi, si spella le mani per i suoi beniamini. Che stavolta non fanno scherzi.

Già nel primo quarto l’andamento della sfida appare piuttosto chiaro. LeBron (20 punti complessivi) viene massacrato di fischi dal pubblico dei Warriors, Korver non riesce a difendere contro i ‘mostri’ in gialloblu: Golden State prende già il largo, e all’intervallo arriva avanti di 29 punti (!). I padroni di casa sfornano una tale quantità di triple che intontisce Cleveland, incapace di imbastire una qualsivoglia reazione. Nella ripresa Lue deve togliere Love per problemi alla schiena: i Warriors continuano a colpire senza pietà e concludono il match 126-91, con Thompson, Curry e Durant sopra i 20 punti a testa.

Una batosta che farà riflettere Cleveland: il ritorno da Oakland non sarà dei più piacevoli, ma la regular season è ancora lunga e il cammino verso le Finals è certamente più agevole rispetto ai super rivali. A Golden State serviva proprio questo successo così roboante: scacciata la sindrome Cavs, coach Kerr può guardare al futuro con rinnovata fiducia.




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