NBA, per le scommesse i favoriti sono i Warriors




bookmakers golden stateProbabilmente per i bookmakers i Golden State Warriors sarebbero stati i favoriti per il titolo 2016-2017 anche se fossero rimasti gli stessi della finalissima (persa) contro Cleveland.

Ma il colpo dell’estate ha provveduto a spostare ulteriormente gli equilibri: il passaggio di Kevin Durant dagli Oklahoma Thunder ai gialloblu di Oakland ha suscitato molte polemiche, perchè di fatto ha contribuito pesantemente ad aumentare un potenziale già smisurato. Per questo, Golden State risulta favoritissima per la vittoria della National Basketball Association 2016-17.

Subito dietro troviamo i campioni in carica dei Cleveland Cavaliers, che pure hanno dimostrato che i Warriors sono battibili (lo saranno anche con Durant? Ai posteri l’ardua sentenza…). A pari merito con i Cavs ci sono i San Antonio Spurs, tallonati dai Los Angeles Clippers e dai Boston Celtics. Le possibili outsider? Toronto su tutte, ma anche Utah e Portland godono di ottima considerazione. Molto indietro Bulls, Knicks e Heat, fanalino di coda nelle scommesse la compagine dei Brooklyn Nets, considerata dai bookmakers la franchigia meno attrezzata per portare a casa il titolo.

I pronostici si sono soffermati anche sui probabili vincitori delle varie “Division”. All’Est i favoriti sono i Boston Celtics (Atlantic), i Cleveland Cavaliers (Central) e gli Atlanta Hawks (Southeast); all’Ovest ovviamente i Warriors (Pacific), seguiti dagli Spurs (Southwest) e da Utah (Nortwest), mentre i Denver Nuggets sono relegati all’ultimo posto.

Nonostante questo “investitura” da parte dei bookmakers, Steph Curry non riesce proprio a dimenticare la sconfitta patita nella finalissima contro Cleveland. Golden State, in vantaggio 3-1 nella serie, è riuscita a farsi rimontare vedendo così sfumare l’anello. Una debacle che lo “Splash Brother” fatica ancora a mandare giù. “Non sono ancora riuscito a superare la delusione per la sconfitta in gara 7 contro i Cavs – ha detto Curry – E’ qualcosa che resterà dentro di me per sempre per alcune ragioni buone e per altre meno, ma è anche e soprattutto una grande motivazione per tornare in campo più forte di prima e cercare di non provare mai più quelle sensazioni”.

 

 




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