NBA, l’idea di Phil Jackson: “Tiro da 4 punti e possesso di 30 secondi”




phil jacksonUn canestro da 4 punti? Perchè no. L’idea viene da Phil Jackson, storico giocatore (attualmente presidente) dei New York Knicks e allenatore di Bulls e Lakers, con i quali ha ottenuto 2 anelli da giocatore e ben 11 da coach (l’ultimo nel 2010 in finale contro i Boston Celtics).

Il “Maestro Zen” ha lanciato alcune idee per rendere più interessante il massimo campionato professionistico statunitense: su tutte, farà certamente discutere la proposta del tiro da 4 punti.

“Perchè non possiamo avere una linea dei 4 punti all’incirca a 35 piedi dal canestro?“, ha detto il Presidente dei Knicks in un’intervista pubblicata venerdì scorso. “Non passerà ancora molto tempo prima che i giocatori riescano a tirare agevolmente anche da lì. Steph Curry, ad esempio, lo fa spesso. E la linea dei 4 punti potrebbe servire ai team per rimontare più facilmente quando si trovano in forte svantaggio”.

Sorprendente che a pronunciare queste parole sia proprio l’inventore dell’attacco triangolo. Un metodo utilizzato proprio dai suoi Knicks, con scarsi risultati: l’efficienza offensiva di New York nelle ultime due stagioni si è assestata negli ultimissimi posti della Lega. E non è tutto: nella scorsa stagione, i New York Knicks hanno concluso al ventesimo posto anche per quanto riguarda i tiri da tre. “La distanza è nettamente cambiata – ha detto Jackson- Il triangolo può ancora esistere, ma deve necessariamente adattarsi”.

Oltre al tiro da 4 punti, Jackson ha lanciato anche un’altra proposta, ovvero aggiungere sei secondi al possesso da 24, arrivando così al possesso palla da 30 secondi. Una regola già presente nel basket collegiale, e che Jackson vorrebbe anche nell’NBA.

“Questo darebbe agli attacchi più tempo per organizzarsi e coinvolgere nell’azione i giocatori che occupano la zona low-post (l’area rettangolare che racchiude il centro del parquet sotto il canestro, ndr), facendo lavorare di più le difese ed incoraggiando il movimento di palla e la cooperazione tra i giocatori”.

 




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