NBA, Warriors spietati: peggior sconfitta interna di sempre per Indiana (83-120)




indiana golden state Dopo una grande vittoria può sempre verificarsi un calo di tensione. Specialmente se quel successo è giunto al supplementare dopo una dura battaglia su uno dei parquet più insidiosi dell’intera Lega. E’ proprio quanto accaduto agli Indiana Pacers, che dopo aver ottenuto la prima vittoria esterna con una prestazione brillante in casa degli Oklahoma Thunder, sono stati spazzati via a domicilio dai Golden State Warriors, ed in particolare dagli “Splash Brother” Thompson e Curry (47 punti in due) e il solito Kevin Durant, che realizza meno punti rispetto al solito (14) ma mette a segno un’importante doppia doppia con 11 rimbalzi.

La gara, terminata 83-120, resterà nella storia dei Pacers: i gialloblu di Oakland hanno infatti inflitto la più pesante sconfitta interna alla franchigia di Indianapolis. Gli uomini di McMillan hanno provato a reggere l’urto della favoritissima sono nei primi minuti, ma alla prima sterzata i Warriors hanno creato subito un solco tra loro e gli avversari. Il primo quarto si chiudeva già sul 34-21 per gli ospiti, che rincaravano la dose nel secondo (+19 all’intervallo). Nella ripresa Golden State aumenta esponenzialmente i giri, e per Indiana è notte fonda.

Il pubblico dello Staples Center sta vivendo un sogno: tredicesima vittoria stagionale (su 15) per i Los Angeles Clippers, che si sbarazzano anche di Toronto (123-115). Ancora un ko per i Raptors, che devono alzare di nuovo bandiera bianca, non a caso sempre quando DeRozan non raggiunge i canonici 30 punti (fermo a 25, ndr). La coppia d’oro dei losangelini, Paul-Griffin, non tradisce neppure stavolta (52 punti): sono loro l’anima dei Clippers, che si godono la miglior partenza nella storia di questa franchigia. Toronto ci prova fino alla fine con Lowry (27 punti), ma i liberi di Redick fanno felice Doc Rivers.

14 punti per Belinelli, ma ad esultare è Memphis, che passa a Charlotte (90-105) grazie ad un gigantesco Conley (31 punti). Nelle altre sfide, San Antonio supera Dallas mentre i Rockets espugnano Detroit (Harden ne fa altri 28, ndr). Bisogna tornare a marzo 2015 per trovare due vittorie consecutive dei 76ers: Phila ci riesce di nuovo dopo un anno e otto mesi, battendo Miami (101-94) trascinata da un grande Joel Embiid (22 punti) e dagli 11 rimbalzi di Ilyasova. Agli Heat non basta Whiteside (32 punti).




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