Phila batte Washington con il brivido. OKC in crisi, Houston facile contro Indiana

sixers wizards




Quarta vittoria nelle ultime 5 partite, dodicesima stagionale e quinto posto a Est. Basterebbe solo questo per descrivere il momento d’oro di Philadelphia, che sta rispettando i pronostici iniziali che volevano il team allenato da coach Brown come possibile sorpresa della stagione.

Fin qui i Sixers, dopo un inizio balbettante (3 sconfitte nei primi 4 match), hanno fatto vedere che per un posto nei playoff bisognerà fare i conti anche con loro. Anche ieri Philadelphia ha messo un altro tassello importante nel famoso “Process”, sconfiggendo una formazione di tutto rispetto come i Washington Wizards (118-113). Tuttavia, dopo aver praticamente dato spettacolo per 3/4 di gara, i 76ers sono inspiegabilmente crollati nell’ultimo quarto, rischiando di subire una rimonta da parte dei capitolini che sarebbe stata a dir poco clamorosa per quello che si era visto fino a quel momento.

Washington si presenta al Wells Fargo Center senza Wall (fermo almeno per altri dieci giorni) e l’assenza del “top player” si fa sentire. Dall’altra parte, la premiata ditta Embiid-Simmons non fa sconti: 25 punti, 14 rimbalzi, 4 assist e 4 stoppate per il camerunense, addirittura 31 punti e 18 rimbalzi per il ragazzo terribile. Un match che sembra non avere storia, ma nell’ultimo quarto l’inerzia cambia completamente: i Wizards trovano finalmente le giuste giocate e cercano di mandare sempre in lunetta Simmons, che sui liberi dimostra di dover ancora migliorare tantissimo. Sta di fatto che Washington rimonta da – 21 a -3, spaventando tutto il pubblico dei Sixers, prima che Saric e Bayless riportino Phila a distanza di sicurezza.

E’ crisi nera per Oklahoma, che esce con le ossa rotte dal confronto con gli Orlando Magic (108-121). In Florida la compagine di coach Donovan subisce la terza sconfitta consecutiva: Orlando, che pure veniva da 9 ko di fila, realizza l’impresa grazie ad uno straordinario Aaron Gordon (40 punti e 15 rimbalzi).

Vince anche Houston, che si sbarazza dei lanciatissimi Indiana Pacers (118-97): James Harden sfiora la tripla doppia (29 punti, 10 assist e 8 rimbalzi), a coach McMillan non basta la buona prova di Young (23 punti).




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