Phoenix Suns, coach Watson salta dopo appena tre giornate

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Era da 17 mesi che un coach non veniva cacciato in NBA. Un tempo enorme per noi abituati alla pallacanestro nostrana e ancor più al calcio, dove bastano davvero due o tre risultati negativi di fila per essere sollevati dall’incarico. Nella Lega cestistica più famosa al mondo, invece, è un evento davvero raro: basti pensare che nella stagione 2016/2017 tutti i coach sono riusciti a restare in sella fino alla fine. L’ultimo allontanamento fu quello di Dave Joerger dalla panchina dei Memphis Grizzlies, il 6 maggio 2016.

Certo, l’esonero di Earl Watson lascia piuttosto basiti, dato che è giunto dopo sole tre gare disputate dai Phoenix Suns. D’accordo, la partenza della squadra è stata da incubo, e su questo non ci piove: non solo le tre sconfitte consecutive, ma soprattutto la peggior batosta in tutta la storia dei Suns, travolti 76-124 dai Portland Trail Blazers che a sette minuti dalla sirena erano addirittura avanti di 58 punti.

Un’umiliazione che deve aver spinto per l’allontanamento di Watson ancor più della triplice sconfitta. Già da allora si era chiaramente rotto qualcosa nel rapporto tra il coach e i suoi uomini, e i due successivi rovesci – sfortunato quello contro i Lakers, pesante quello rifilato dai Clippers – non hanno fatto altro che allargare la crepa.

Va anche detto che Phoenix in questa stagione non partiva con chissà quali pretese, vista l’età media piuttosto bassa del suo roster. Un anno che dovrebbe servire esclusivamente a costruire per il futuro. Ecco perchè ko come quello contro Portland possono anche verificarsi, ma evidentemente per la dirigenza c’è modo e modo di incassare una sconfitta. E quello contro i Trail Blazers non era affatto il modo.

Su Twitter, coach Watson ha ringraziato la famiglia dei Suns, la comunità di Phoenix e “tutti quelli che mi hanno supportato”. Decisione non troppo apprezzata da Eric Bledsoe, che in un tweet ha scritto “Non vorrei essere qui”. Aria pesante in Arizona.




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